Età minima social media: l’Ue valuta nuove regole per i minori

(Adnkronos) – La Commissione Europea potrebbe presentare una proposta legislativa “quest’estate” per imporre un “ritardo” nell’utilizzo dei social media, per tutelare i minori. Lo ha detto la presidente Ursula von der Leyen, oggi a Copenaghen durante un summit dedicato all’intelligenza artificiale e ai minori.  

“Abbiamo istituito un ‘gruppo speciale di esperti sulla sicurezza dei minori online’ per ricevere consulenza- ha affermato – senza anticipare le conclusioni del gruppo, credo che dobbiamo considerare un ritardo dell’utilizzo dei social media. A seconda dei risultati, potremmo presentare una proposta legislativa quest’estate. Stiamo assistendo alla velocità fulminea con cui la tecnologia si sta evolvendo e a come penetra in ogni aspetto dell’infanzia e dell’adolescenza”.  

“E le discussioni sull’età minima per l’accesso ai social media – ha continuato – non possono più essere ignorate. Quasi tutti gli Stati membri dell’Ue chiedono una valutazione sulla necessità di questa misura. Al momento, la Danimarca vuole introdurla, così come altri nove Stati membri. Il Parlamento Europeo è giunto alla stessa conclusione”.  

 

“La questione – ha aggiunto von der Leyen – non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai giovani. In questo, possiamo imparare da un pioniere. L’Australia ha già compiuto questo passo, introducendo un’età minima di 16 anni”.  

“E possiamo constatare i progressi – ha detto ancora – meno bambini e adolescenti hanno account sui social media. Ma ci sono anche grandi sfide. Mentre alcune piattaforme informano gli utenti e disattivano gli account, altre fanno l’opposto. Alcune addirittura incoraggiano attivamente gli adolescenti a eludere queste misure di sicurezza”.  

“Sappiamo tutti – ha proseguito – che un cambiamento sostenibile non avviene dall’oggi al domani. Ma se siamo lenti ed esitanti, sarà un’altra intera generazione di bambini a pagarne il prezzo. Quindi concentriamoci e definiamo regole chiare su come strutturare un ritardo nell’utilizzo dei social media in Europa”, ha concluso.  

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