Arriva in libreria ‘La Costituzione non è di sinistra’ di Antonio Polito

(Adnkronos) – Arriva per la collana ‘Libera’ della Silvio Berlusconi Editore, il nuovo saggio di Antonio Polito, ‘La Costituzione non è di sinistra. Contro l’uso politico della Carta’, che ripercorre la storia della Costituzione italiana per mettere in discussione l’idea, consolidatasi nel tempo, di una presunta ‘appartenenza’ della Carta a uno specifico schieramento politico e culturale. Attraverso il racconto dei retroscena, dei dibattiti e dei protagonisti della sua stesura, Polito ricostruisce i passaggi chiave che hanno segnato la vita costituzionale del Paese, dalla nascita della Repubblica ad oggi. Ne emerge un’analisi che mette in luce incongruenze e letture parziali che, secondo l’autore, hanno contribuito a orientare nel tempo la narrazione della Costituzione proposta dalla sinistra. 

 

Il libro si apre con una rassegna dei numerosi tentativi falliti di riforma costituzionale, fino al più recente proposto dal governo Meloni. Secondo Polito, ogni esito negativo ha finito per rafforzare un vero e proprio potere di veto della sinistra su qualsiasi ipotesi di modifica, spesso liquidata come ‘anticostituzionale’ anche quando coerente con l’impianto originario della Carta. Ne deriva una contraddizione evidente: il giudizio sull’ammissibilità delle riforme sembra dipendere meno dal loro contenuto quanto più dall’identità politica di chi le propone. Da qui l’invito dell’autore a tornare alle radici, restituendo la Costituzione allo spirito dei suoi padri fondatori e riconoscendone la natura di testo vivo, capace di evolversi insieme alla società. Nella prima parte del saggio, Polito sottolinea come la Costituzione non si limiti a sancire diritti, ma richiami con altrettanta forza i doveri dei cittadini, troppo spesso trascurati o piegati a letture strumentali. Gli articoli della Carta, osserva l’autore, non possono essere interpretati in modo meramente letterale né adattati alle esigenze della contingenza politica. Attraverso un’analisi attenta del testo costituzionale e il confronto con il pensiero dei principali costituzionalisti, Polito mostra come la Costituzione sia stata concepita proprio per sottrarsi alla logica di un programma politico di parte. 

 

Nella seconda parte, l’autore ricostruisce il processo storico che ha portato la Costituzione a essere percepita come “di sinistra”. Fin dalle origini, la sua difesa è entrata nel patrimonio politico del comunismo italiano, che la considerava uno strumento essenziale per l’avanzamento delle riforme sociali. L’esclusione di comunisti e socialisti dall’area di governo ha però finito per trasferire sulla Carta le tensioni della competizione politica. Ciò emerge in particolare nella seconda parte della Costituzione, quella dedicata all’ordinamento della Repubblica, nata in un clima di reciproca diffidenza tra i partiti. Nei decenni successivi, la Costituzione ha assunto sempre più i contorni di una formula politica, a partire dalla stagione del “compromesso storico” di Berlinguer. Con la Seconda Repubblica e dopo lo scandalo di Mani Pulite, secondo Polito la sinistra si è proposta come principale custode del patto costituzionale, trasformando l’opposizione a ogni riforma in un tratto identitario e sostenendo un progressivo ampliamento dei diritti, spesso a scapito dell’attenzione ai doveri. 

 

 

Nell’ultima parte del libro, Polito analizza articoli, commi e principi fondamentali, ricostruendo il clima e l’intensità dei dibattiti dell’Assemblea Costituente. Ne emerge una Costituzione frutto di compromessi complessi, caratterizzata da una prima parte – quella dedicata ai principi fondamentali – più generica e rispetto alla quale la seconda risulta impoverita. È proprio questo squilibrio, osserva l’autore richiamando le parole di Augusto Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale, a essere all’origine di quattro fragilità strutturali: il bicameralismo perfetto, il meccanismo della fiducia preventiva, la debolezza del presidente del Consiglio e l’ambiguità dei poteri del Presidente della Repubblica nello scioglimento delle Camere. Fragilità che hanno inciso sulla stabilità del sistema politico stesso. Il saggio si chiude con un invito ad affrontare apertamente questi temi, per avviare una riflessione seria sulle riforme necessarie. 

 

‘La Costituzione non è di sinistra’ è un libro che invita a una lettura meno ideologica e più rigorosa della nostra Carta fondamentale, spesso richiamata in modo selettivo nel dibattito pubblico. Con uno stile chiaro e diretto, Antonio Polito ne restituisce la complessità, offrendo una riflessione attuale su uno dei pilastri della democrazia italiana. 

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