Touchpoint Awards Identity: la “cultura del branding” premiata dalla giuria
Venerdì scorso presso Fabbrica di Lampadine si sono tenuti i lavori della Giuria 2026 dei Touchpoint Awards Identity, presieduta per il quinto anno consecutivo da Alessandro Ubertis, Presidente emerito di UNA ed esperto in brand communication e graphic design, che alla fine della mattinata, a proposito dei lavori iscritti, ha commentato: «Ho apprezzato di vedere progetti di grande qualità, legati non solo alla costruzione dell’identità, ma anche al suo aggiornamento. Si tratta di lavori che rispettano gli obiettivi del marketing, ma portano anche avanti un linguaggio culturale e visivo che permette alla marca di costruire valore aggiunto su se stessa».

Alessandro Ubertis
Con lui si sono confrontati protagonisti del marketing d’azienda, da un lato, e rappresentanti di associazioni, graphic designer e specialisti di comunicazione visiva, dall’altro: come di consueto, quindi, una giuria dalla doppia anima, “Creativity and Business”. Insieme, hanno attribuito i premi di categoria e il Grand Award Touchpoint Identity.
A comporre la giuria sono stati: Cristiano Caprioli, Partner e Direttore Creativo di Nextbrand; Andrea Chinese, Brand and Communication Manager di Mediaset; Miriam Frigerio, Head of Brand and Communication di Sorgenia; Alessandro Fugazzaro, Graphic Designer di Edenred; Federica Gianola, Co-Founder & Chief Creative Officer di Format Mentis; Alberto Macciani, Esperto di Comunicazione e Marketing; Maria Moroni, Responsabile Comunicazione di Assocarta; Fabiano Moscatelli, Communication & Marketing Specialist Healthcare di Fujifilm Italia; Luciano Nardi, Founder e Direttore Creativo di Kube Libre; Gabriele Todisco, Brand & Visual Designer Senior di Sisal.

La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedì 16 aprile presso Fabbrica di Lampadine a partire dalle 18. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su TouchpointChannel.tv.
«I Touchpoint Awards Identity aiutano nella costruzione della cultura del branding, che è la cultura legata alla costruzione della sensibilità della marca per le persone – ha concluso il Ubertis -: non solo per i consumatori e neppure per il fatturato».