Parole D’Amore – A un tratto mi sentii prompt. Così replic-AI

Se invece, di far scrivere l’ai come una persona, è una persona a scrivere come l’ai.

L’altra sera, mi sono messo a comporre una delle colonne di questa rubrica. Ho cominciato che erano le dieci, dopo aver cenato tardi e, quando ho finito di riscrivere alcuni paragrafi, eliminando le ripetizioni e ripassando le frasi per stare nel numero massimo dei caratteri disponibili, erano quasi le due.

Fonte: Depositphotos

Avevo passato quattro ore su una paginetta come questa (che spero vi capiti di leggere) e mi sentivo felice da impazzire. Ma poi, dopo aver lavato i denti e chiuso la porta di casa, una volta a letto, mi è tornato il timore che, secondo me, tutti i copy, tutti gli autori e tutti i contributor provano in questo periodo: scrivere sta finendo, il mio lavoro sta finendo! Sotto le coperte, con gli occhi lucidi, pensando che ormai basta digitare un prompt come “scrivimi bla bla bla” per ottenere un articolo della lunghezza richiesta giàprompt all’uso, e che ormai – sigh – gli art director con cui faccio aperitivo si vantano di essere più amici dei robot che di me (F**a, ma tu hai idea della bellezza di chiedere un body di cento caratteri e, tac, pronto? Due spritz grazie!) Mi sono sentito come uno di quei giocattoli ormai obsoleti e relegati in soffitta, dentro uno scatolone con scritto, tipo, trasloco. Quanti brividi e quanta nostalgia, nelle lunghissime notti di gennaio!

Pensieri come: forse potrei aprire una ditta di servizi, fare un corso, oppure… aiuto!

Mentre guardavo un video sul tubo di come ci si allena a tennis contro il muro, però, tutto a un tratto mi sono detto: Comunque, per training, sarebbe interessante imparare a scrivere come l’ai. Con lo stesso stile.

Cioè, al massimo, posso dire che un body l’ha scritto l’ai ma invece l’ho fatto io, come sempre.

Stare al passo coi tempi, ma da artigiano e romanziere!

Che spettacolo! Tutto a un tratto, davanti, mi si sono aperte nuove strade, nuovo studio, nuove ore di lavoro.

Mi gasava che, mentre, di solito, le persone provano a far scrivere l’ai come loro, io avrei provato, invece, a scrivere come l’ai.

Perché farlo? Intanto come match, tipo partita di pallone al campetto.

E poi perché è il mio lavoro (metti che domani mi arriva un brief con scritto TOV: AI). Certo, preferirei molto di più stare al bar a parlare di calcio, oppure giocare ai cavalli come gli scrittori del ‘900, ma viviamo in un periodo di grandi cambiamenti e, che dire, questo momento richiede impegno.

Il giorno dopo, il sole: colazione, coffee, corn flakes e desktop aperto, brillante.

Mentre aprivo svariate pagine sullo schermo, e altrettanti file di testo, ho provato le stesse emozioni di quando mi impegnavo sui primi bodycopy, a descrizione dei visual, nelle chart in .ppt.

Situazioni nelle quali i testi sono realizzati con un’accuratezza estrema, lineare, di facile lettura.

La scelta lessicale non lascia spazio a fraintendimenti, creando un tono di voce limpido, pulito, senza attriti. Anche questo paragrafo è realizzato in perfetto stile slick; garantisce una fluidità impeccabile e un tono nitido, essenziale, quasi etereo, perché privo delle imprecisioni e della lunghezza variabile che caratterizza le frasi scritte dall’essere umano.

Posso esserti ancora utile?

…Spero di sì!

E, se mi chiederete un body da 100 caratteri lo scriverò (velocissimissimo!) arrivando a cento esatti come da brief. Tra l’altro (dinamica promozionale per gli art) l’aperitivo lo offro io!

 


Michele D’Amore

Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!

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