Banche, Panetta: “Giudicare consolidamenti da capacità impatti su economia reale”
(Adnkronos) – Il quadro complessivo delle banche italiane “è solido, ma non sono mancati casi, per quanto limitati, di crisi tra gli intermediari di piccola dimensione. In un’economia di mercato non tutti i progetti imprenditoriali hanno successo. La Banca d’Italia opera per prevenire, per quanto possibile, le crisi e, quando esse si manifestano, per gestirle tutelando la clientela e la stabilità del sistema. Alcuni di questi episodi sono stati accomunati da condotte irregolari” e “confermano l’importanza di assetti di governo societario robusti e di una rigorosa etica dei comportamenti”. Così il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, nel suo intervento di oggi, mercoledì 15 luglio, all’assemblea dell’Abi.
Panetta ha spiegato: “La politica monetaria si trova nuovamente a gestire un equilibrio delicato, con un’economia in rallentamento e un’inflazione superiore all’obiettivo del 2%. L’aumento dei tassi di interesse di 25 punti base deciso dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione di giugno ha rappresentato una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione. Nel vagliare le prossime decisioni, il Consiglio valuterà con attenzione l’andamento dei mercati energetici, l’evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche dei salari e dei prezzi di beni e servizi. L’obiettivo è preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione, limitando gli effetti indiretti e di secondo impatto degli shock”.
Il govenatore della banca d’Italia ha poi aggiunto: “Le aggregazioni avviate o annunciate di recente interessano banche, compagnie assicurative e società di gestione del risparmio, in un mercato in cui i confini tra i diversi comparti della finanza diventano meno netti e la competizione si gioca sull’offerta integrata di prodotti” e si tratta di un “processo che può rafforzare gli intermediari e il sistema nel suo complesso, favorendo gli investimenti in tecnologia e sicurezza informatica, accrescendo l’efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese. Questi risultati, tuttavia, non sono automatici” e “il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell’economia reale”.
I risultati, ha spiegato Panetta, “dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse”.
“L’Italia dispone di basi solide: un sistema bancario rafforzato, famiglie con un’elevata capacità di risparmio, imprese che hanno dimostrato di sapersi adattare anche nelle fasi più difficili. La sfida è trasformare questi punti di forza in investimenti, innovazione e sviluppo duraturo” ha poi spiegato Panetta, nel suo intervento all’assemblea dell’Abi.
“Perché la stabilità si traduca in sviluppo – ha detto più in generale – serve un sistema finanziario capace di accompagnare i cambiamenti in corso. Le banche continueranno a svolgere un ruolo centrale, soprattutto in un paese come l’Italia, dove il credito resta la principale fonte di finanziamento delle imprese. Ma un’economia in cui acquistano peso l’innovazione e gli investimenti immateriali – ha indicato il governatore – richiede anche mercati dei capitali più sviluppati e un’adeguata disponibilità di capitale di rischio. L’obiettivo non è sostituire il credito bancario, ma affiancarlo con strumenti complementari, adatti a sostenere le diverse esigenze dell’economia”.
E ancora: “È un impegno che chiama in causa l’intera filiera finanziaria, banche, assicurazioni, fondi pensione, gestori, ciascuno per la propria parte. L’azione pubblica può svolgere un ruolo importante nel favorire il coordinamento necessario perché le risorse private affluiscano verso progetti e imprese ad alto potenziale”, ha detto ancora Panetta.
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