Ue: stop ai social per i minori di 13 anni? La proposta degli esperti

(Adnkronos) – È necessario introdurre “una restrizione d’accesso armonizzata a livello Ue ai social media e ad altri servizi digitali, inclusi gli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale, per i minori di 13 anni”. E’ la conclusione cui è giunto il panel sulla sicurezza online per i minori voluto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ha annunciato una proposta legislativa “dopo l’estate”, previa discussione nel collegio dei commissari. 

Von der Leyen ha definito l’approccio del panel di esperti, guidato da Joerg Fegert (psichiatra e psicoterapeuta per l’infanzia, docente all’Università di Ulm, in Baviera) e Maria Melchior (direttrice per la Ricerca all’Inserm di Parigi), “molto convincente”.  

Si può prevedere che la proposta che la Commissione presenterà in materia dopo la pausa estiva si ispirerà alle conclusioni del rapporto. 

Per gli esperti, “una restrizione d’accesso armonizzata faciliterebbe l’attuazione di criteri di verifica dell’età proporzionati e rispettosi dei diritti, e incoraggerebbe i requisiti di sicurezza fin dalla progettazione per i fornitori di social media e altri servizi digitali”.  

Secondo il rapporto, “al di sotto dei 13 anni, i bambini dovrebbero avere accesso limitato nel tempo ad ambienti social media plus (cioè social e simili, ndr) adeguati alla loro età solo con l’autorizzazione e la supervisione dei genitori o in contesti educativi. Dai 13 anni in su, gli adolescenti dovrebbero beneficiare di un utilizzo autonomo e in continua evoluzione di social media e altri servizi digitali sicuri e adeguati alla loro età”. 

Norme armonizzate su un’età minima di 13 anni a livello Ue, notano gli esperti, “contribuirebbero al corretto funzionamento del mercato unico, garantendo un quadro di conformità unico per i fornitori. Norme armonizzate faciliterebbero l’applicazione e la supervisione da parte delle autorità di regolamentazione sia a livello nazionale che a livello Ue. Garantirebbero inoltre un livello di protezione paritario per tutti i minori online nell’Ue, indipendentemente dal contesto socioeconomico, culturale e nazionale”. 

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