Grazia Ofelia Cesaro vince il Premio “Città del Libro e della Famiglia” con “Ballare sotto la pioggia”

Grazia Ofelia Cesaro (nella foto) è la vincitrice della quinta edizione del Premio letterario “Città del Libro e della Famiglia” grazie al romanzo Ballare sotto la pioggia. Famiglie, separazioni e rinascite, pubblicato da Feltrinelli. L’autrice si è aggiudicata il riconoscimento assegnato a Pontremoli alle opere capaci di raccontare il valore della famiglia nelle sue molteplici sfaccettature, conquistando anche il premio speciale attribuito dalla giuria dei giovani.
Promosso dal Forum delle Associazioni Familiari e dal Comune di Pontremoli, con la collaborazione della Fondazione “Città del Libro” e di Coldiretti Massa-Carrara, il premio valorizza ogni anno romanzi che affrontano temi come relazioni, educazione, accoglienza, fragilità e rinascita.
Al centro del libro di Grazia Ofelia Cesaro c’è la storia di una famiglia segnata dalla separazione. Attraverso una scrittura intensa e misurata, il romanzo racconta come responsabilità, ascolto e cura reciproca possano trasformare una frattura in un percorso di crescita e rinascita.
La giuria, presieduta dal giornalista e docente universitario Francesco Giorgino, ha premiato l’opera per la capacità di coinvolgere il lettore attraverso una narrazione in cui i legami familiari diventano elemento decisivo nella crescita dei protagonisti.
Per l’edizione 2026 è stato assegnato anche un riconoscimento speciale da una commissione composta da giovani provenienti da tutta Italia. Il premio, indipendente dalla valutazione della giuria tecnica, è andato allo stesso romanzo per la sua capacità di trasmettere alle nuove generazioni un messaggio significativo sul valore della famiglia e delle relazioni.
La cerimonia conclusiva, ospitata nella cornice di Piazza della Repubblica a Pontremoli, è stata condotta dalla giornalista Concita De Simone, con la partecipazione di Beatrice Fazi nel ruolo di madrina della manifestazione. L’evento ha chiuso un programma di incontri dedicati ai temi dell’affido, dell’adozione e dell’accoglienza, confermando il premio come uno spazio di confronto tra cultura, istituzioni e società civile.