C Point – LePub Agency of the Year a Cannes, ma il “Sistema Italia” resta a guardare

Con il riconoscimento di Agency of the Year a Cannes Lions 2026, LePub mette il sigillo su un percorso che dura da anni. I due Grand Prix (oltre a tutti i Leoni di metalli assortiti) conquistati in questa edizione non sono un exploit isolato, ma l’ennesima conferma di una continuità che, al Festival Internazionale della Creatività, è forse il risultato più difficile da ottenere. Vincere una volta può essere il frutto di un’intuizione straordinaria. Restare stabilmente ai vertici significa aver costruito un metodo. Che si sposa con un talento fuori dall’ordinario.
Mi viene spontaneo fare un paragone con Jannik Sinner.

Oggi Sinner è il simbolo dell’eccellenza del tennis italiano, ma il suo merito è stato anche quello di trascinare un intero movimento: dietro di lui sono cresciuti risultati, fiducia e competitività. Nella pubblicità italiana, invece, questo effetto di trascinamento si è visto molto meno. Anzi potrei dire che è mancato, senza paura di essere smentito. LePub è diventata un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, ma il “Sistema Italia” continua a faticare nel trasformare questi successi “individuali” in una forza collettiva. Questi traguardi ambiziosi raggiunti da una nostra agenzia dovrebbero ispirare un metodo condiviso. Un tempo avremmo detto che dovrebbero fare scuola. Speriamo che la bella intuizione del Presidente di UNA, Davide Arduini, di portare una “Casa Italia” delle agenzie sulla Croisette dia una spinta in questo senso.

Con Bruno Bertelli e Cristiana Boccassini ci conosciamo da tanti anni, da quando ero un giovane “ragazzo di bottega” in redazione, e questo mi permette di aggiungere una considerazione personale. Dietro ai premi non c’è soltanto il talento creativo, che pure è fuori discussione. C’è una cultura del lavoro molto precisa, una ricerca costante dell’eccellenza, ai limiti dell’ossessione, ma anche la capacità di costruire relazioni che durano nel tempo. Il rapporto con Heineken ne è probabilmente l’esempio più evidente. Oggi è facile celebrare i Grand Prix, ma questi risultati sono il frutto di un percorso condiviso che va avanti da anni. Agenzia e cliente hanno imparato a conoscersi, a fidarsi, a sfidarsi reciprocamente. Sono cresciuti insieme, fino a sviluppare una conoscenza del brand così profonda da permettere di affrontare ogni nuovo progetto non come una semplice campagna, ma come un ulteriore capitolo di una storia comune. Una storia che merita il nostro plauso.

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