Tomassini (UniMol): “Ripensare età e vecchiaia in una società più longeva”
“La vita che ci è stata data in più è una vita dopo i 65 anni. Quindi, significa ripensare quelle che sono le soglie con cui noi definiamo giovinezza, età adulta e vecchiaia in maniera differente. Le opportunità vengono date dalle caratteristiche delle nuove persone che entrano nella terza età, che sono più istruite, più digitali e hanno una migliore formazione. L’idea è di non vedere l’invecchiamento della popolazione come un problema, ma come una sfida e vederlo in modo positivo. La salute migliora e abbiamo anche gli strumenti per capire quali sono i fattori che la migliorano”. Lo riferisce Cecilia Tomassini, Professoressa di Demografia all’Università degli Studi del Molise alla VI edizione dell’appuntamento annuale, per il ciclo Adnkronos Q&A, dedicato ai grandi temi del cambiamento demografico del Paese con il titolo “La demografia cambia la società”.
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