Squali: ecco la mappa Italiana, ma il vero pericolo ora è il pesce Scorpione
(Adnkronos) – Gli squali? In Italia se ne possono vedere oltre 45 specie, alcuni ritenuti pericolosi, altri meno, ma in realtà nei mari del nostro paese i pesci più pericolosi forse sono altri, come il Pesce scorpione, la Tracina o il Pesce palla maculato. E Francesca Romana Reinero, coordinatrice Scientifica del Centro Studi Squali-Istituto Scientifico di Massa Marittima, spiega perchè non si può dare agli squali il primato nell’aggredire esseri umani.
”In Italia -dice all’Adnkronos- gli squali non sono più pericolosi di molti altri animali marini. Gli attacchi di squali nelle nostre acque sono infatti estremamente rari, mentre sono molto più frequenti punture di tracine, ferite inferte accidentalmente da alcune razze se calpestate, contatti con meduse o ferite causate, ad esempio, da ricci di mare. Questo perché gli squali non considerano l’uomo una preda e tendono generalmente ad evitarlo”.
Dai piccoli gattucci ai grandi predatori come lo squalo bianco, la ricercatrice ricorda che buona parte di queste specie ”ha abitudini pelagiche o vive in profondità e difficilmente entra in contatto con i bagnanti o con l’essere umano in generale”. Ma non solo. ” Gli squali -sottolinea- svolgono inoltre un ruolo fondamentale per la salute degli ecosistemi marini, contribuendo a mantenere l’equilibrio delle catene alimentari. Più che temerli, oggi dovremmo preoccuparci della loro conservazione, poiché molte specie mediterranee sono minacciate da sforzi di pesca eccessivi”.
Dagli squali ai pesci alieni ecco come sono fatti quelli ritenuti più pericolosi, la mappa dei fondali e delle coste italiani dove sono presenti e la classifica dei mari dove può capitare di imbattersi più frequentemente.
Squali:
1) Squalo bianco: protagonista di film è da sempre nell’immaginario della paura collettiva e forse non a torto: le sue misure vanno dai 4 ai 6 metri, il peso può essere di oltre le due tonnellate e le femmine normalmente sono più grosse dei maschi. Ma sono le caratteritiche dei loro denti a fare proprio paura: 300 circa, di forma triangolare, disposti su più file e con differenti funzioni a seconda della loro posizione: quelli di sopra devono spezzare, tranciare, tagliare, quelli di sotto sono fatti in modo da trattenere la preda. Una delle sue caratteristiche meno note è quella della elettrorecezione. A che serve? A percepire i campi elettrici che emettono gli altri esseri viventi del mare.
2) Squalo mako: raro da noi, come lo squalo bianco, ma abilissimo e velocissimo nuotatore. E’ questa la sua caratteristica che lo rende pericoloso: può toccare anche gli 80 km all’ora nonostante pesi 500 chili. E’ lungo quanto una deriva, sui 4 metri. Particolari i denti: sono stretti e ricurvi, disegnati per afferrare la malcapitata preda che prova a sgusciare via.
3) Verdesca: secondo alcuni si può tranquillamente nuotarle vicino, secondo altri no, dato che le cronache segnalano casi di attacchi. Di certo è curiosa ed è per questo che è più facile avvistarla. La sua caratteristica è l’agilità combinata alla capacità di sferrare in velocità morsi difficilmente a vuoto e rapidi, molto rapidi. Difficile che raggiungano 4 metri di lunghezza. I maschi possono sfiorare i 3 metri, le femmine normalmente li superano.
4) Squalo volpe: di questo quartetto è il meno pericoloso di tutti, se non innocuo. Caccia in modo particolare, si potrebbe dire a frustate. Dato che i suoi denti sono piccoli, usa la sua lunghissima pinna caudale per lanciare colpi alla velocità di 80 km all’ora. Può arrivare a una lunghezza di 6 metri e pesare fino a 350 kg.
dove si trovano: la classifica delle regioni più gettonate
In testa alle preferenze degli squali per biodiversità ci sono le acque della Sardegna, della Sicilia e della Liguria, ma si aggirano anche in quelle della Calabria, della Toscana, della Puglia e in quelle le regioni del mar Adriatico.
1)Sardegna: pare essere la loro meta preferita ed è anche la regione che presenta la maggiore biodiversità di squali. Le specie più ‘comuni’ sono la Verdesca, il Palombo, lo Squalo Volpe e il Gattuccio. Più raro incrociare un Mako, uno Smeriglio o uno Squalo bianco.
2) Sicilia: è favorita dalla sua posizione geografica, nei suoi mari trovate la Verdesca, il Palombo, lo Squalo volpe e il Gattuccio e, raramente il Capopiatto, il Mako, lo Smeriglio e lo Squalo bianco.
3) Liguria: avete maggiori possibilità di fare la loro conoscenza se vi trovate nel santuario dei cetacei, e allora può capitare di imbattersi in Verdesche, Palombo e Gattuccio, meno frequentemnte è avvistato lo Squalo bianco, ma si trova e occasionalmente vi sono avvistamenti di Mako o dello Smeriglio.
4) Calabria: è tra due mari, Tirreno e Ionio e presenta fondali profondi vicino alla costa come la Liguria. Anche qui meno raro incontrare la Verdesca, il Palombo o il Gattuccio. Rari Mako, Squalo volpe e Smeriglio.
5) Toscana:
tre specie sono più frequenti e sono la Verdesca, il Palombo e il Gattuccio. Raramente potrebbe fare una scorreria lo Squalo bianco. Avvistati saltuariamente vi sono lo Squalo Volpe e il Mako.
6) Puglia: il focus dove avvistarli meglio è sicuramente il canale d’Otranto e il basso Adriatico e anche qui il trio più gettonato è composto dal Palombo, il Gattuccio e la Verdesca. Difficile avvistare un mako, uno Squalo volpe o uno Smeriglio.
7) regioni del mar Adriatico: la particolarità delle acque dell’Emilia Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo e del Veneto è la presenza dello Spinarolo, soprattutto nel nord Adriatico. Più che mangiare lui noi, siamo noi che mangiamo lui, dato che è presente sulle nostre tavole. E’ piccolo se rapportato agli altri squali, non supera il metro e 60. Lo Spinarolo sta in compagnia di Gattuccio e Palombo. La presenza dello squalo bianco oggi è eccezionale, così come molto raro è il Mako, lo Squalo volpe e la Verdesca che resta in mare aperto.
I rivali più temibili degli squali
Nelle acque salate italiane però il rischio di restare vittime di attacchi da parte di squali è inferiore rispetto a quello di altri pesci, nostrani o migrati da noi da altri mari con il progressivo riscaldamento del Mar Mediterraneo. Ecco una classifica dei 3 più pericolosi e dove si trovano maggiormente.
1) Pesce scorpione: è una specie aliena, forse il più affascinante da vedere che ora apprezza anche i mari italici come terreno di caccia, ma è il più temibile. Originario del Mar Rosso e dell’Oceano indiano si sta espandendo per ora soprattuto nel sud, a partire dalla Sicilia. Potenzialmente è ritenuto mortale: attraverso le sue pinne rilascia tossine che oltre a forti dolori possono portare a vomito, nause, fatica a respirare, paralisi.
2) Tracina: Non è ritenuta mortale, ma non scherza per diffusione e pericolosità, dato che si nasconde tra la sabbia e non si vede. Viene chiamata anche Pesce ragno. Basta calpestarla per provare un dolore istantaneo: è il veleno contenuto nelle spine dorsali a provocarlo. Altri tipi di disturbo possono essere Ceefalea, vomito, nausea, febbre. Dove vive? Le coste nostrane non fanno eccezioni, ma sicuramente pare siano più presenti nell’altro Adriatico, in Sardegna, inSicilia e lungo la costa tirrenica, insomma: luoghi ad alta percentuale di sabbia.
3) Pesce palla maculato: il terzo posto se lo conquista perchè è pericoloso pure in cucina. La sua neurotossina non si distrugge con la cottura. Quindi non va mai mangiato. Specie aliena anche questa, come il Pesce scorpione, si riconosce per la sua pelle senza squame, possiede una dentatura formidabile, meglio starne alla larga. Potete trovarlo in Sicilia, Calabria, Puglia e nel mare Adriatico. (di Luca Crecchi)
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