Expo Training: per lavoro e orientamento serve strategia comune tra Regioni e imprese

Camera - Convegno Expo Training

Arrivare a svolgere 10mila colloqui di lavoro, raddoppiando il dato del 2025, per cercare di colmare il mismatch tra domanda e offerta, in particolare sul fronte delle competenze specialistiche. È l’obiettivo di Expo Training per la XV edizione della Fiera Expo Training e ExpoLavoro&Sicurezza, che si terrà a Milano a novembre 2026, con il coinvolgimento di scuole, università, istituzioni e imprese sui temi della formazione, dell’orientamento e del lavoro. L’esigenza è quella di portare il tema del mismatch fuori dalla dimensione emergenziale e farlo rientrare in una strategia condivisa tra Regioni, istituzioni, sistema formativo e imprese. Se ne è parlato alla Camera, a Palazzo Montecitorio, durante il convegno “Mismatch e orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni. Criteri di scelta, competenze e politiche territoriali per ridurre lo scarto tra domanda e offerta di lavoro”, organizzato da Expo Training. L’incontro ha permesso di avviare una riflessione sul divario, sempre più marcato, presente tra competenze formate e competenze richieste dal mercato del lavoro, con il conseguente squilibrio tra domanda e offerta.

Expo Training, progettualità creativa

Serve una svolta fondata su un orientamento precoce, sul rafforzamento dell’istruzione tecnica, su un dialogo stabile tra formazione e imprese e su politiche territoriali capaci di governare l’intera filiera delle competenze. È in questa cornice che si inserisce la nuova progettualità della XV edizione di Expo Training: Campus Impresa – Contest & Job Day, un format integrato che unisce concorso per le scuole, attivazione dei brand sponsor e recruiting in fiera. Il progetto coinvolge gli studenti in un contest creativo e tecnico legato al prodotto e al servizio dell’azienda, trasmette i valori del brand attraverso l’uso di prodotti, prototipi, campagne e simulazioni, e si conclude con un Job Day che collega aziende, studenti e disoccupati. Per Expo Training questa è anche una risposta all’inverno demografico: se i giovani diminuiscono, diventa decisivo intercettarli prima, valorizzarne il talento, orientarli meglio e creare occasioni di ingresso qualificato nel mercato del lavoro.

Mismatch, numeri strutturali

In Italia il mismatch ha ormai dimensioni strutturali. Nel secondo semestre 2025, le entrate di difficile reperimentohanno riguardato il 46,1% del totale: secondo il Report CNEL-Unioncamere, 46 posizioni su 100 risultano difficili da coprire. Lo squilibrio è ancora più marcato tra i profili più qualificati: nel 2025 le imprese hanno cercato 670mila laureati e 120mila diplomati ITS, ma il 50,9% dei laureati e il 57,3% dei diplomati ITS è risultato difficile da trovare. I comparti più esposti: costruzioni (61,4%), industria metalmeccanica ed elettronica (59,2%), legno-mobile (57,2%), tessile-abbigliamento-cuoio-calzature (56,0%), servizi informatici e telecomunicazioni (51,4%). Se si guarda ai gruppi professionali, le criticità più forti riguardano gli operai specializzati (63,7%), i dirigenti e direttori (62,4%) e le professioni tecniche (52,4%). Unioncamere stima che le difficoltà di reperimento, dovute in buona parte allo skill mismatch, abbiano comportato una perdita di valore aggiunto di 43,9 miliardi di euro. Tra il 2025 e il 2029, imprese e PA avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di persone, con il 74% del fabbisogno concentrato nei servizi e almeno il 37% riferito a laureati, soprattutto STEM, e diplomati ad alta specializzazione tecnologica.

Il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e degli Enti regionali accreditati

Le Agenzie per il Lavoro (APL) devono gestire una contraddizione evidente: da un lato aziende che cercano profili immediatamente spendibili, dall’altro candidati che spesso non possiedono competenze tecniche, trasversali o digitali coerenti con i ruoli richiesti. Ciò si traduce in maggiori difficoltà di matching, tempi di selezione più lunghi, incremento dei costi di recruiting e formazione, maggiore complessità nel fidelizzare sia i lavoratori sia le imprese clienti e una pressione crescente nel colmare i gap che nascono molto prima dell’ingresso nel mercato del lavoro.

Alle APL e agli Enti regionali accreditati al lavoro deve essere riconosciuto un ruolo non solo esecutivo, ma di cerniera tra sistema formativo e sistema produttivo, valorizzandone la capacità di intercettare i fabbisogni professionali, orientare i candidati e promuovere percorsi di upskilling e reskilling aderenti alle trasformazioni del mercato. Anche i Centri per l’impiego (CPI) devono essere maggiormente coinvolti, rafforzando l’asse tra sistema pubblico e sistema privato. Gli ottimi risultati ottenuti dalla Regione Lombardia con il Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), che riguarda anche i detenuti, è un esempio dell’efficacia delle politiche attive del lavoro quando sono attuate con percorsi mirati e favorendo il dialogo tra istituzioni, enti di formazione e imprese.

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