MFE, avanti tutta in Europa con concretezza, pragmatismo e rapidità
Nel mirino la creazione di un data base integrato con gli utenti di Italia, Spagna e DACH e di una media currency su stile italiano. In corso “colloqui” in Francia e in Europa centrale per definire partnership per la raccolta pubblicitaria
Un inizio d’anno “faticoso” per la raccolta pubblicitaria. Lo ha definito così Pier Silvio Berlusconi, Group Chairman e CEO di MFE-MEDIA FOR EUROPE, durante l’incontro con la stampa che si è tenuto ieri a Cologno (MI).
Sicuramente lo scenario è stato peggiorato dallo scoppio di un’altra guerra, quella in Iran, che «oltre a essere terribile per il mondo ha un impatto inevitabile sull’andamento dell’economia e su quello dei media che vivono di pubblicità come noi. Non si può mai stare tranquilli però a oggi, tolte le reazioni della Borsa, un “su e giù prevedibile”, non abbiamo un grande warning dal punto di vista pubblicitario. La prospettiva che parte da un marzo buono è di un miglioramento nonostante l’incertezza per la situazione internazionale complicata. Il 2025 è stato un anno straordinario dal punto di vista degli ascolti che ci hanno fatto superare la concorrenza sul totale pubblico nelle 24 ore del Servizio Pubblico, così come nei primi mesi dell’anno in corso, e dal punto di vista economico con un raddoppio degli utili rispetto ai 138 milioni del 2024. Lo scorso anno abbiamo generato tra Italia e Spagna circa 300 milioni di cassa e stimiamo che con la Germania si potrà arrivare a una cifra vicina ai 500 milioni. Un dato che rappresenta lo stato di salute di un’azienda e la capacità di investire e di non indebitarsi. Un dato che per un’azienda che lavora nel settore dell’editoria, in una continua battaglia con i giganti del web, è importantissimo».

Da sinistra Federico di Chio, Pier Silvio Berlusconi, Mauro Crippa, Chief Corporate Communication Officer di MFE, e Pier Paolo Cervi
Andamento di raccolta confermato anche da Stefano Sala, CEO di MFE ADVERTISING ed Executive Board Director di MFE, che ha dichiarato: «In Italia chiuderemo il trimestre con un piccolo segno più davanti, dato interessante anche considerando due grandi eventi in mano alla concorrenza come il Festival di Sanremo e le Olimpiadi “italiane” che hanno garantito a Rai una grande entrata pubblicitaria. Il nostro andamento è stato un gennaio positivo superiore al mercato (che, secondo le stime Nielsen Ad Intel, ha chiuso a +3%, ndr), un febbraio in linea e un marzo di nuovo positivo. Stiamo stimando un buon aprile, grazie alla calendarizzazione dei ponti che incide molto sulla raccolta adv, ed è interessante sottolineare che il mese sarà positivo sia in Spagna sia in Germania con risultati meglio dei rispettivi mercati».
Per quanto riguarda gli ascolti è stato Federico Di Chio, Data and Media Currency Director di MFE, a dettagliare i risultati da settembre 2025 a marzo 2026. «Sul totale 24 ore, Mediaset supera la Rai con il 37,8% arrivando al 40,5% su target commerciale 15-64. La ruota della fortuna con il 23,9% nell’access aiuta la programmazione del prime time di Canale 5, con C’è posta per te al 26,4% con picchi sul pubblico giovane e anche la fiction sta performando bene».
Strategie e obiettivi paneuropei
Concretizzato il progetto di MFE, il lavoro da fare non si arresta. «Le nostre parole di riferimento sono concretezza, pragmatismo e rapidità. Infatti, abbiamo lanciato una nuova organizzazione orizzontale che ci consentirà di raggiungere in fretta efficienza ed efficacia, migliorando l’indirizzo e l’operatività, per poi definire le varie organizzazioni verticali Paese per Paese. Stiamo viaggiando più rapidamente del previsto, in particolare sul fronte delle sinergie di costi e di ricavi. Al lancio del progetto noi avevamo annunciato in 4 anni sinergie che andavano da 260 milioni a 315 tra costi e ricavi. Abbiamo individuato 25 progetti di cooperazione per portare a breve termine efficienza ed efficacia che coinvolgono Germania, Italia e Spagna, Austria e Svizzera. In Germania abbiamo trovato, contrariamente a certe premesse, un management sul pezzo, giovane e preparato che ha “sposato” completamente il nostro progetto riconoscendo in noi una traiettoria strategica chiara», ha aggiunto Berlusconi.
«Innanzitutto, in Germania abbiamo un po’ ristabilito le priorità strategiche, riaffermando la centralità della TV. L’azienda negli ultimi anni aveva puntato tantissimo sulla piattaforma digitale, disinvestendo dalla televisione tradizionale. Riaffermando la centralità della TV, la piattaforma digitale diventa un valore aggiunto – ha spiegato Di Chio -. Poi abbiamo lavorato sul posizionamento e sulla missione dei canali. Sat.1 è oggi l’ammiraglia del gruppo, che in prospettiva può crescere di più grazie agli investimenti in nuove produzioni. Abbiamo poi ribadito il posizionamento di ProSieben come rete giovane e stiamo lavorando sugli ingredienti tipici: comicità, sport e format di successo».
«Sebbene i diritti sportivi siano “fuori mercato” per il mondo della free TV, con un approccio molto tattico e ragionevole, abbiamo acquisito i diritti su pallamano e freccette che in Germania raggiungono ascolti al 50%. Tutto ciò che è sport per noi è interessante, perché raggiungiamo target diversi da quello che è lo zoccolo duro della TV. A parte i grandi eventi, ci sono delle nicchie interessanti – ha commentato Berlusconi -. Per quanto riguarda l’Italia, siamo contenti delle ATP Finals di Torino che saranno trasmesse su Canale 5 e Italia 1 e siamo pronti a cogliere altre opportunità, ad esempio con sport minori che avrebbero bisogno di più sostegno come la boxe».
Un altro elemento importante della strategia paneuropea è quello della piattaforma unica. «Per noi è importante unificare tutta l’infrastruttura tecnologica e le operation nei vari Paesi: da giugno 2025 sono già state unificate le piattaforme in Italia e in Spagna – ha proseguito Di Chio -. Sulla tedesca Joyn inizieremo a mettere a fattor comune gli elementi fondanti di back e front end. L’altro progetto varato riguarda le media currency, cioè l’indirizzo e il controllo dei dati ufficiali d’ascolto. L’Italia è all’avanguardia, grazie all’esperienza di Auditel, Audicom, Audiradio, in termini di qualità del dato, modernità dell’approccio metodologico ma soprattutto di affidabilità e certificabilità. Quindi vogliamo portare queste esperienza, competenza e visione negli altri due mercati. Una TV misurata bene con l’approccio Total Audience, presidiando la misurazione delle piattaforme OTT. Il secondo grande progetto riguarda l’utilizzo dei dati e in particolare quelli di prima parte, di proprietà dell’editore che ci derivano dalla registrazione degli utenti che atterrano sulle nostre piattaforme. L’idea è costruire un database integrato di MFE che raccolga tutti gli utenti registrati dei vari Paesi. Oggi in Italia abbiamo 23,6 milioni di utenti registrati ai nostri touchpoint digitali. Ne abbiamo quasi altrettanti in Germania e 5 milioni in Spagna, ma siamo convinti che l’unificazione della piattaforma aiuterà la crescita. Quindi, partiamo con oltre 50 milioni di utenti registrati. Dovremmo poi aggiungere i dati di Austria e Svizzera».
Oltre al database integrato, saranno analizzati i comportamenti di visione degli utenti. «In Italia – ha concluso Di Chio – profiliamo molto bene gli utenti, non ci accontentiamo di nome, mail e informazioni anagrafiche di base ma raccogliamo le loro abitudini, le loro dotazioni tecnologiche e quindi riusciamo a rispondere a queste domande: di quali programmi sono fan, quanto tempo passano con noi, se interagiscono più sul live o sull’on-demand e così via. Quindi costruire un database unico integrato che non sia semplicemente una collezione di 50 milioni di indirizzi email ma dove ci siano profili di gusto, di consumo, di interessi, di stili di vita degli utenti. Di conseguenza siamo in grado di dare una profondità di profilazione per i nostri investitori».
Pier Paolo Cervi, Direttore Business Digital di Mediaset, ha poi posto l’accento sull’andamento digitale di Mediaset. «Nel 2025 abbiamo superato il miliardo di ore viste in streaming in Italia, con un +72% tra il 2023 e il 2025 e con una media quotidiana di 2 milioni di persone che consumano video di vari contenuti su Infinity mediamente per un’ora e un quarto: dall’intrattenimento all’informazione, dalla fiction di casa Mediaset alla serialità straniera, dai programmi per bambini ai documentari. Un’offerta che porta una maggiore frequenza di ritorno sulla piattaforma.
Infine, MFE-MediaForEurope, dopo aver fatto il suo ingresso in Portogallo acquisendo il 32,9% del gruppo media Impresa per 17,3 milioni di euro, consolidando la sua presenza paneuropea, sta guardando ora a collaborazioni operative nella raccolta pubblicitaria e nel digitale.
«Per il momento non ci sono piani su operazioni di M&A a breve termine ma stiamo portando avanti colloqui di partnership per la raccolta pubblicitaria in Francia, in Europa Centrale, in altri Paesi e per altri mezzi extra TV. Ci saranno movimenti e novità», ha concluso Berlusconi.