Parole D’Amore – Leggere un quotidiano vero, in metropolitana
L’altro giorno, ho preso i mezzi nella rush hour che precede l’apertura di uffici e agenzie.
Prima di andare al binario, ho bevuto un caffè sul mezzanino (la miscela dei bar davanti ai tornelli ha sempre un quid differente da quelli consumati al piano terra. Sarà una questione di correnti d’aria? O forse solo di fascino metropolitano?) e, poi, mentre già sentivo il rumore del convoglio, per quanto sia abbonato a varie (mille!) testate online, sono passato dall’edicola e ho comprato il quotidiano: uno e cinquanta, prego.

Fonte: Depositphotos
Nel vagone, mentre provavo a leggerlo, mi sono reso conto di essere, su cento persone, l’unico;
attorno a me, una distesa di smartphone illuminati.
Tra l’altro, probabilmente, molte persone stavano leggendo, in contemporanea, lo stesso articolo che cercavo di terminare io: solo, con i polpastrelli non macchiati dall’inchiostro e senza la gestualità di chi volta le pagine del quotidiano stando attento a non far scivolare tutti i fogli.
Sulle prime, questa cosa mi ha colpito. È davvero andato in cavalleria, il caro tabloid?
Ma, poi, però, mi sono reso conto che, per tutto il viaggio, non ho fatto altro che leggere: senza alzare gli occhi dalle pagine e senza alternare la lettura allo scroll delle mail in arrivo. Un’attenzione serena, dedicata, completa.
In più, ma questo lo devo verificare, mi è parso che il giornale, grazie al formato, risultasse più ricco di contenuti rispetto al suo equivalente online. O, forse, la superficie del foglio ci permette una migliore panoramica dei vari materiali rispetto al layout a scorrimento?
Così, dopo essere sceso dal vagone, mentre continuavo la lettura, in attesa di salire sulle scale mobili, ho considerato che un quotidiano cartaceo regala delle possibilità le quali, ancora adesso, gli smartphone non sanno garantire. Tipo:
-Ti aggiorna dal punto di vista della raccolta pubblicitaria: vedi le programmazioni, i formati, e i flight, completando la tua awareness del panorama adv insieme al web, alla tv e al DOOH.
-Vanta degli splendidi layout a tutta pagina, da ammirare (secondo me, alcune testate scelgono gli inserzionisti per la loro qualità).
-Restituisce congruità alla frase fatta: L’ho letto sul giornale.
Ma poi, oltre alle caratteristiche per addetti ai lavori, a pensarci bene:
-Può creare una bolla spaziale. Se lo apri al massimo, è come montare una tenda nel vagone.
-Può fungere da cuscino per il sedile della metro (o per la gradinata di cemento allo stadio).
-È un sostituto dell’ombrello: ripara dalla pioggia (per brevi tratti o per rapide scene da film).
-Fornisce una protezione dal vento quando vai in bici (questa è una feature vintage).
-Non si spegne. Pure se ti sei scordato di mettere in carica il cell, hai comunque la tua lettura,
-Funziona anche se non c’è rete. Utile per commuter che scavalcano le Alpi, gli Appennini, i mari e altre zone senza tacche.
-È un deodorante d’interni naturale, grazie al suo intenso profumo di carta e inchiostro.
-La sua lettura, ti rilassa (questa è soggettiva, però la lascio).
-Ma, soprattutto, ti distingue. È una sorta di accessorio da outfit che le persone amano guardare.
Perché, sì, nonostante gli smartphone, le notizie in tempo reale e i post sui social media, c’è sempre qualcuno che sbircia gli articoli in prima pagina. Il che dà, magari, l’occasione di scambiarsi un sorriso di buongiorno.
Ma quante cose possiamo fare, alla modica cifra di uno e cinquanta (ca.)?
Buona lettura!

Michele D’Amore
Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!