Parte da Milano “Unbarrier” per un’ospitalità più accessibile e inclusiva

Levoni, Sanbittèr e Miscusi sono i primi Brand Partner del progetto di YAM112003 e Just People

È stato presentato ieri, presso Combo Milano, “Unbarrier. To move every one.”, il progetto ideato da YAM112003 e Just People che punta a rendere l’ospitalità più accessibile e inclusiva partendo dalla città di Milano. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Milano e di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. Unbarrier si propone di supportare bar, ristoranti e locali nel diventare sempre più accessibili, fornendo loro soluzioni operative e formazione dedicata. Il punto di partenza del progetto è percepibile già dal claim “To move every one”.

Marco Barbieri, Segretario Generale Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Alessia Tousco, Arianna Talamona, DE&I & Communication Specialist YAM112003, Antonio Ferrara, Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e alla Salute del Comune di Milano

Unberrier nasce, infatti, dalla consapevolezza che una città più inclusiva e accessibile porta vantaggio, non solo a chi ne ha bisogno, ma alla comunità stessa. In Europa il 27% della popolazione vive con una disabilità, ma le strutture realmente inclusive sono meno della metà – nel 2025 in Italia solo il 41% degli edifici scolastici è risultato pienamente accessibile alle persone con disabilità (IstAT, Rapporto sull’inclusione scolastica 2025). Occuparsi di questi temi oggi è quanto più necessario e questa necessità si estende alle imprese stesse.

Sull’argomento, Antonio Ferrara, CEO Just People, commenta: «Sempre più ricerche dimostrano che l’attenzione ai temi dell’inclusione non è solo una responsabilità sociale ma anche un fattore di crescita e di valore. Le aziende percepite come più inclusive registrano, per esempio, una crescita dei ricavi superiore del 21% rispetto a quelle meno inclusive. 

Questo significa che l’accessibilità non è più solo un tema etico, ma riguarda la competitività, la reputazione e la relazione con i propri pubblici. Rendere uno spazio più accessibile significa anche allargare la propria clientela». Unbarrier è un vero e proprio percorso concreto a supporto di bar, ristoranti e locali per diventare sempre più inclusivi, integrando interventi strutturali, strumenti operativi e formazione in un approccio organico alla Diversity, Equity & Inclusion. L’iniziativa mette a disposizione degli esercenti strumenti per migliorare l’accessibilità degli spazi e dell’esperienza di consumo. Tra questi, rampe mobili per il superamento di gradini di ingresso; QR code in braille per accedere ai menu in formato digitale accessibile; supporti studiati per favorire stabilità e autonomia, come vassoi utilizzabili in sicurezza anche da persone in carrozzina; e, dove necessario, tavoli dedicati per una fruizione dello spazio più agevole. 

I locali saranno inoltre forniti di stim toys (strumenti sensoriali) per persone con neurodivergenza. 

A questo, si affiancano percorsi di formazione e moduli introduttivi alla Lingua dei Segni Italiana volti ad aiutare il personale dei bar a superare bais e acquisire gli strumenti per adottare un comportamento equo e inclusivo nei confronti di tutti i clienti. I primi brand partner che hanno aderito all’iniziativa sono Levoni, Sanbittèr e Miscusi, i quali riconoscono nell’accessibilità un elemento strategico per lo sviluppo del settore e l’evoluzione dell’offerta. Grazie anche al coinvolgimento di questi partner, il progetto prende avvio con una prima rete di locali pilota che hanno scelto di mettersi in gioco: Combo Milano; un primo ristorante Miscusi; Dry Milano e Morsettificio in collaborazione con Levoni e Le Biciclette insieme a Sanbittèr. Spazi reali, aperti al pubblico, in cui il percorso Unbarrier può tradursi fin da subito in esperienza concreta. 

Unbarrier nasce nella città di Milano, che da sempre ha la capacità di anticipare le tendenze e di generare cambiamento, in un momento strategico come quello delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, che pongono il tema dell’accessibilità al centro della discussione. Ma il progetto coltiva l’ambizione di espandersi in altre città. Per quanto riguarda la comunicazione, Unbarrier attualmente prende spazio principalmente sui canali social e digital, con l’obiettivo di rafforzare in primo luogo la presenza sul territorio nell’ottica poi di un’amplificazione futura. «Abbiamo aperto una landing page e una pagina Instagram che sta iniziando a muovere i primi passi – dichiara Alessia Tousco, Managing Director Production Hub YAM112003 – . Stiamo poi lavorando in accompagnamento ai brand che integrano la comunicazione del progetto».

Con il lancio di ieri si apre una fase destinata ad ampliarsi nei prossimi mesi, con l’estensione della rete di locali e partner coinvolti e l’obiettivo di consolidare un modello replicabile capace di generare impatto reale sul territorio.

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