Parole D’Amore – Il pass dell’ultimo evento
Il fine settimana fai ordine in casa e ti imbatti nel pass dell’ultimo evento a cui hai partecipato.
Lo avevi dimenticato sulla mensola, insieme ad alcuni volantini ricevuti nelle passeggiate in centro, qualche rivista comprata in edicola (yeah!) e biglietti sparsi di treni regionali.
È stato solo qualche giorno fa ma, dopo una settimana piena di orari, lavori, incontri, corse, scadenze, ti sembra sia passata, quasi, una vita.
Per un attimo, come quando ritrovi le fotografie di una vacanza sul telefono, col ricordo, torni a quelle ore, a quei momenti.
Mentre li vivevi, concentrato sugli speech, sui contenuti, sulla fase di ingresso, sullo studio del programma e sugli appunti scritti nel blocco note dello smartphone, non ci hai fatto caso ma, adesso, nella quiete di un nuvoloso sabato mattina, con la città che, per un momento, appare leggera e poco caotica, ti sembrano bellissimi.

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Sorridi. Era un giorno di precipitazioni invernali e, per un attimo, hai pensato di rimanere nel calore del tuo spazio di lavoro.
Perché, per raggiungere la venue, avresti dovuto prendere ben tre mezzi pubblici, tra coincidenze e attese sul binario.
Ma, comunque, sei uscito in strada con la pioggia battente, l’ombrello e il cielo grigio a strati: esterno giorno di temporale.
Sull’autobus, hai letto il programma della giornata, gli orari dei vari interventi, gli argomenti delle tavole rotonde.
Una volta sceso, mentre raggiungevi le scale della metropolitana, hai messo i piedi in una pozzanghera che, per la sua profondità, sembrava più un laghetto artificiale. Splash!
Poi, in metro, nella ressa dell’ora di punta, ti sei trovato appiccicato al vetro a fissare le scie di luci interne scorrere via, come se fosse notte, pensando Forse sono in ritardo!
Sei sceso alla stazione di cambio e, come se fosse una gara, hai percorso le rampe di scale insieme a mille altre persone che, forse, si stavano dirigendo, ognuna, a un diverso evento professionale.
(Chissà, magari può essere).
In attesa della seconda metro hai cercato il pdf con l’accredito e, una volta trovato, la tua attenzione si è rivolta a tutti i viaggiatori che, indossate le cuffie, parevano assorti nel loro mondo.
In effetti, ci vuole, una canzone, ti sei detto e, allora, una volta fuori, di nuovo in strada, col cielo grigio ma senza pioggia, hai percorso la distanza mentre ascoltavi uno dei tuoi pezzi preferiti.
La città di foglie brillanti e vetrine illuminate, di aria fresca e outdoor colorati lo ha reso speciale.
Allora, sei entrato in un bar e hai preso un caffè al volo, un po’ stile vintage, mentre l’ambiente risuonava del rumore di tazzine, piattini e chiacchiere vivaci.
Ancora cento metri, costeggiare il parco, sentire quella botta di timidezza che provi ogni volta che vai in un posto nuovo e poi, tutto a un tratto, dentro.
In pochi attimi ti sei ritrovato partecipante, interessato, entusiasta. E hai considerato quanto sia splendido avere l’opportunità di vivere appuntamenti come questo, dove ritrovare persone con cui hai lavorato a campagne – con cui hai preso caffè in area break – e altre che non avevi mai sentito parlare dal vivo, che magari avevi solo letto, sui media, nei loro approfondimenti.
Sembra passata una vita ma, per quanto sia stato un evento professionale, ti ha regalato dei momenti splendidi, anche semplici: sicuramente speciali.
E così, in questo sabato mattina, dopo aver riposto il pass con delicatezza, apri il computer e ti accrediti al prossimo workshop in programma.
Di nuovo innamorato dell’essere freelance, che non è sempre facile ma. Certe volte. Che emozione.

Michele D’Amore
Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!