Festival di Sanremo 2026: tra contrazione degli ascolti e boom delle conversazioni social
L’analisi di Havas Media Network
Le ultime due serate del Festival hanno registrato un’audience stabile rispetto al debutto, ma in flessione rispetto all’edizione precedente: la serata “Cover” del 27 febbraio ha registrato 10,8 milioni di spettatori con uno share del 65,6%, mentre la Finale del 28 febbraio si è attestata sui 10,7 milioni con uno share del 69,6%.

La media di 10 milioni di spettatori rappresenta una flessione del 19,7% rispetto all’edizione precedente, un dato che, se preso singolarmente, potrebbe far pensare a una perdita di centralità. Tuttavia, la quota media di share – pari al 63%, cresciuta progressivamente serata dopo serata – conferma la capacità del Festival di mantenere la leadership del prime time italiano.

Al termine delle cinque serate si conferma anche la profilazione del pubblico: circa il 60% dell’audience da dispositivi digitali ha meno di 44 anni, mentre la componente over 55 che segue da televisione resta strutturalmente forte, attestandosi intorno al 50%. Proprio questa convergenza generazionale continua a essere uno degli aspetti più rilevanti del Festival: pochi eventi riescono a riunire simultaneamente target così diversi.
Social: il vero termometro dell’edizione
Se i dati televisivi raccontano una contrazione, i social media restituiscono una prospettiva opposta. Dal 24 febbraio, il Festival ha generato 152 milioni di interazioni, segnando un incremento del +53% rispetto al 2025.
La narrazione dell’edizione 2026, infatti, non si è limitata allo spettacolo sul palco, trasformandosi in un meta-racconto dell’evento stesso e confermando Sanremo come uno degli argomenti più discussi dell’anno.

Un nuovo paradigma di consumo?
Il confronto con il 2025 – l’anno “dei record” – rende inevitabilmente più complessa la lettura dei dati. Oggi non è più il volume assoluto degli ascolti a fare davvero la differenza, quanto la capacità di presidiare l’intero ecosistema digitale in cui l’attenzione collettiva si concentra e si trasforma in memoria.
Al di là dei volumi, è rilevante il sentiment. Tra critiche alla conduzione e dubbi sulla qualità dei brani, il dibattito si è spostato anche sulle cause del calo: è stata la stanchezza del format o il peso della controprogrammazione oppure le diverse tempistiche di questa edizione? Sanremo 2026 ci interroga: è ancora possibile toccare i picchi del passato o siamo davanti a un nuovo paradigma del consumo televisivo?
L’annuncio di De Martino apre ora una nuova fase narrativa per il Festival. Sarà interessante osservare non solo come evolveranno i numeri, ma anche come cambierà la percezione futura: il sentiment, le aspettative, la costruzione del racconto pre-evento.
Perché se il 2025 è stato l’anno dei record, il 2027 potrebbe essere l’edizione della riconfigurazione strategica.