Olimpiadi 2026: effetto “Brignone” anche sui media online
Secondo l’Osservatorio Shinystat di Sevendata i siti su Milano Cortina doppiano quelli sul calcio
I volumi dell’utenza web che segue il mondo del calcio fanno registrare una “migrazione” verso le nevi di Milano-Cortina 2026. Si osserva, infatti, che dalle ore 20 del 6 febbraio l’audience dei siti web che trattano di Olimpiadi risulta superare del 44,7% la galassia online del calcio. Il dato è spiegato sia dallo spostamento di interesse da parte del traffico sportivo che, in misura minore, da nuovi utenti.
I dati sono elaborati dall’Osservatorio Shinystat di Sevendata che analizza l’andamento degli interessi degli italiani sul Web per individuare tendenze significative nei comportamenti online. Questa analisi evidenzia l’andamento dell’interesse online legato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, mettendo a fuoco i volumi di utenti unici, ossia gli individui che hanno visto i contenuti di un sito almeno una volta nel periodo di tempo considerato. In particolare, si confronta da agosto 2025 a febbraio 2026 l’utenza online degli eventi olimpionici con quella sintonizzata su altri sport, come il calcio, disciplina sportiva benchmark nel nostro Paese.
Fabrizio Vigo, CEO e founder di Sevendata spa, ha dichiarato: «Grazie alla piattaforma Shinystat, unico strumento di web analytics italiano con copertura capillare del web, abbiamo visibilità sull’esperienza di navigazione dell’80% dell’audience italiana online e siamo quindi in grado di osservare nel tempo l’evoluzione dei loro interessi. Abbiamo analizzato l’impatto delle Olimpiadi osservando quanto un evento così trasversale sia in grado di generare interessi di navigazione molto meno polarizzati rispetto ad altri eventi sportivi. Ne deriva una conferma importante per gli investitori in strumenti di marketing digitale: eventi come le Olimpiadi intercettano target molto orizzontali, eterogeni e non fortemente polarizzati».
Se si prendono in considerazione le variazioni tra Olimpiadi e calcio, risulta evidente che i Giochi Olimpici Invernali producono un’inversione di tendenza, superando l’audience online del calcio, a partire da febbraio. Non si tratta, nello specifico, di un calo assoluto ma di una sostanziale diminuzione.
Si nota infatti che gli utenti unici interessati alle Olimpiadi sono mediamente quasi il doppio di quelli del calcio nei mesi di picco (rispetto, ad esempio, gennaio ’26), 4 volte quelli del tennis (mese di picco novembre ’25 con la coppa Davis) e 7 volte quelli della pallavolo (mese di picco settembre ‘25 con le finali mondiali). L’interesse olimpico della rete è particolarmente sensibile a momenti mediatici e appuntamenti chiave, in corrispondenza dei quali si verificano picchi come è successo con la doppietta della sciatrice Federica Brignone. Occorre fare notare che tali “vertici” non si esauriscono completamente dopo l’evento che li genera, ma producono un effetto cumulativo di attenzione prolungato nel tempo.
Il contenuto olimpico, nello stesso tempo, intercetta un’audience trasversale, utile per pianificare comunicazione e sponsorship con obiettivi di reach ampia multiprofilata. Se nell’audience online del calcio il sesso maschile occupa la quota del 90%, nel tennis dell’80% e nella pallavolo del 40%, nei Giochi invernali invece, i due sessi arrivano al fifty-fifty.
Il Report di Sevendata va oltre gli aspetti fin qui analizzati, misurando anche l’engagement e l’impegno dell’utenza online delle Olimpiadi. Questo parametro si rileva classificando gli utenti per numero di pagine viste per sito. Risulta che l’utente “touch”, quello che si limita a una sola pagina e quindi ad una navigazione di superficie, rappresenta il 75% del totale.
Nello stesso tempo, però, occorre osservare che il restante 25%, da attribuire all’utenza “deep dive”, che cioè “sfoglia” digitalmente più pagine di uno stesso sito per analizzarne più contenuti, risulta costituire “lo zoccolo duro” dell’utenza online abituata a una consultazione web strutturata. Nei giorni di massimo volume cresce anche la quota del pubblico che clicca più pagine di un unico sito. Ci si trova di fronte, di conseguenza, al fenomeno della correlazione tra quantità di utenti unici e profondità di engagement: parte consistente dell’audience online passa dalla semplice esposizione “monopagina” alla consultazione diversificata delle pagine dei portali sportivi nazionali.