MDD: nel 2025 fatturato complessivo a quota 31,5 miliardi di euro (+3,6%)

I dati del rapporto redatto da TEHA per ADM

Il settore dei prodotti a Marca del Distributore (MDD) si conferma uno dei motori di crescita della Distribuzione Moderna e del sistema economico italiano: nel 2025 il fatturato complessivo dei prodotti MDD ha raggiunto 31,5 miliardi di euro, in aumento del 6,8% rispetto all’anno precedente.

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I dettagli del rapporto redatto da TEHA per ADM, Associazione Distribuzione Moderna, che saranno illustrati domani durante il convegno inaugurale dell’edizione 2026 della fiera MARCA a BolognaFiere, evidenziano, inoltre, che le aziende fornitrici (MDD partner) che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore hanno aumentato mediamente nell’ultimo decennio il proprio fatturato dell’11%; valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione MDD tra il 50% e l’80% e del 5% chi ha una produzione MDD inferiore al 50%.

Secondo il report presentato da ADM, oggi 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti MDD che in questi anni hanno “difeso” il potere d’acquisto delle famiglie italiane agevolando 22 miliardi di euro di risparmi dal 2020 a oggi, circa 150 euro l’anno per nucleo. I prodotti MDD in Italia sono in crescita anche in termini di volumi (+4%) rispetto al 2024 soprattutto al sud e nelle isole dove l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume.

Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende MDD partner sono distribuite in modo equilibrato: il 32% nel nord est, il 27% a nord ovest, il 24% al sud e isole e solo lievemente meno nel centro Italia. Il valore generato dalle aziende MDD partner è cresciuto, inoltre, a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese. 

Una crescita che evidenzia l’importanza di questo comparto per il sistema economico del Paese e per il sostegno alle filiere di eccellenza del Made in Italy. Un patrimonio, insieme alla cultura e alle tradizioni gastronomiche italiane, del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’UNESCO.

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