Parole D’Amore – Per le feste non ho programmi. Ma un programmatic
Corso Buenos Aires, il freddo di città, i flyer 10x15cm e un sogno in digital OOH tutto da scoprire

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Quando vivi in agenzia, questo è il mese delle feste aziendali, delle ultime consegne di materiale, delle scelte su cosa completare (e cosa invece spostare a gennaio), delle frenetiche pause pranzo nelle vie dello shopping, degli aperitivi coi colleghi e dei viaggi di Capodanno inventati in pausa caffè.
Per quanto mi riguarda, è anche il mese dei flyer.
Mi torna spesso in mente quel periodo in cui, per me, la pubblicità era fare volantinaggio, quando mi chiesero una distribuzione hand to hand da sviluppare nei pomeriggi di Buenos Aires, fino alle feste, per quattro ore, dalle 15:00 alle 19:00, all’angolo con la via che portava al negozio dei miei clienti.
Eccitato dall’attività, avevo richiesto i permessi in Comune e li custodivo, tutti quanti, dentro una tasca dello zaino che, insieme all’acqua e ai cerotti, conteneva migliaia di flyer formato 10×15 stampati in digitale su una patinata da 100 grammi, o poco più, senza antiscartino.
Di quel dicembre ricordo il gelo: una Milano simile all’Alaska, con il ghiaccio che toglieva lumen ai lampioni del corso, il fiato che faceva il fumo e una sensazione mista di solitudine, fatica, emozione.
Accompagnavo la consegna di ogni volantino con un Prego! o un Grazie! tremando per il freddo ma, ugualmente, felice di poter lavorare lì, tipo film, al centro delle cose, tra vetrine illuminate, shopper, persone avvolte nelle sciarpe, luminarie e situazioni street come la musica che usciva dai bar a rendere dolce la serata quando, lentamente, invadeva le vie di quella città stabile che amavo ogni giorno di più.
Ricordo quelle luci, il lavoro, la passione, la sensazione di appartenenza, non so come spiegarlo, quando ti rendi conto di essere in un posto che sa di te.
Distribuire migliaia di flyer, in tutti quei pomeriggi, nell’attesa delle vacanze.
Vivere le rush hour dello shopping, le code fuori dai negozi e il silenzio dei momenti senza clientela, magari in fondo al turno, quando già i primi negozi chiudevano e l’asfalto tremava sempre meno di frequente, perché l’ora di punta era passata anche in metropolitana.
Sognare la cena, il film in tv, la dolcezza delle sere di città.
Mi manca, quella commessa. Anche se forse è nostalgia per tutto un periodo in generale, la ricordo perché fu, comunque, coinvolgente. E mi manca quella sensazione un po’ malinconica di quando lavori in pubblicità a dicembre: un sentimento che, forse, racconta la fatica di un intero anno, le sue corse, le attese, i desideri, le preoccupazioni, tutto l’impegno.
Adesso, sulla verticale di quell’angolo del Corso, sul tetto, hanno installato un super ledwall DOOH che va in programmatic. Lo ammiro insieme ai suoi layout brillanti, durante un pomeriggio di shopping nei punti vendita di Buenos Aires e penso a quanto possa essere emozionante uscire su un maxiformato con le sue caratteristiche. Così mi fermo un attimo, facendomi travolgere dalla ressa, per cercare di leggere il nome della concessionaria e, magari, inviare una mail di contatto, richiedere il listino, semplicemente sognare un po’ (che regalo vorrei quest’anno? Dieci passaggi in programmatic DOOH, grazie mamma!).
Che poi, conoscendomi, nel caso riuscissi a posizionare una copyhead in heavy rotation, stamperei, comunque, anche un migliaio di flyer con la stessa creatività, da distribuire in hand to hand all’angolo di Buenos; per sentire ancora il freddo sulle dita, vivere l’amore spassionato per questo lavoro e, con il fiato che fa il fumo, ammirare la città illuminata nei pomeriggi freddi di dicembre, anche se solo per un istante.
Il tempo di distribuire una cartolina, un sorriso e un semplice, ma sincero, Buone Feste!
(Grazie per avermi letto in questo autunno, ci vediamo a gennaio!)
Michele D’Amore
Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!