Il futuro delle PR: innovare, ingaggiare e gestire il rischio nell’era digitale

La sfida più grande che oggi il mondo delle Pubbliche Relazioni e della comunicazione si trova ad affrontare non è la mancanza di strumenti, ma la capacità di orchestrarli strategicamente in un panorama frammentato come mai prima d’ora.

Mirka Ritelli

Non parliamo solo di piattaforme social, ma di un ecosistema digitale complesso che include podcast, realtà virtuale, intelligenza artificiale generativa, influencer di nicchia e community online, oltre ai media tradizionali che si sono anch’essi digitalizzati. La quantità di canali e touchpoint disponibili è immensa, ed è proprio qui che risiede la complessità.

L’arte di ingaggiare pubblici frammentati

Questa immensa disponibilità di canali genera due problemi centrali che drenano l’efficacia: la frammentazione dell’attenzione e il sovraccarico informativo. Non esiste più un singolo “mass media” per raggiungere tutti; ogni pubblico ha le sue preferenze e abitudini di consumo mediale. Siamo bombardati da messaggi e la nostra comunicazione può emergere solo se è rilevante, autentica e di valore. Per affrontare questo scenario, dobbiamo andare oltre le semplici presenze. È necessario padroneggiare strumenti di analytics avanzati e tool di automazione, ma soprattutto integrare questi strumenti per ottenere una visione olistica della performance. Inoltre, nell’era delle fake news e della disinformazione, i pubblici sono più scettici. La nostra sfida non è usare gli strumenti per amplificare il rumore, ma per costruire ponti di fiducia. Secondo la nostra visione, la soluzione non risiede nel rincorrere ogni singolo trend. La chiave è adottare una strategia data-driven e human-centric. Questo significa utilizzare dati e insight per comprendere profondamente il pubblico, mappare i suoi percorsi e identificare i canali veramente efficaci, non solo i più popolari. Dobbiamo creare narrazioni coinvolgenti e personalizzate che rispondano agli interessi specifici di ciascun segmento. È un processo continuo di apprendimento e adattamento, ma è ciò che rende il nostro lavoro cruciale per il successo dei nostri clienti.

Fonte: Depositphotos

Innovazione controllata: Test & Learn per minimizzare i rischi

Proporre servizi innovativi ai clienti è spesso difficile poiché bisogna convincerli a percorrere strade “diverse”. Questo si scontra con una comprensibile avversione al rischio, soprattutto in settori dove la reputazione è prioritaria. Per un cliente che desidera innovare pur limitando i pericoli, il suggerimento chiave è l’innovazione strategica e misurata. Non si tratta di buttarsi a capofitto in ogni novità, ma di navigare nel cambiamento con intelligenza e metodo.

L’approccio vincente è il “test & learn”: iniziare in piccolo. Non è necessario rivoluzionare l’intera strategia comunicativa in un colpo solo. Meglio identificare un’area specifica o un segmento di pubblico su cui testare l’innovazione su scala ridotta. Ad esempio, se l’idea è lanciare un nuovo formato di contenuto video interattivo, si potrebbe iniziare con una serie limitata per un target specifico. Questo permette di misurare l’impatto, valutando le reazioni e raccogliendo i dati prima di un investimento su larga scala. Un eventuale fallimento su piccola scala è un “costo di apprendimento” accettabile; un successo, anche piccolo, può convincere gli stakeholder della bontà della strada intrapresa. È fondamentale definire obiettivi chiari e KPI misurabili prima di avviare qualsiasi progetto innovativo. Inoltre, l’innovazione non deve essere un salto nel buio. Dobbiamo fare affidamento sui dati e sul social listening per analizzare i trend di settore e le conversazioni dei pubblici target. I dati ci possono dare indicazioni preziose su dove e come innovare, minimizzando le scommesse azzardate. Un cliente che innova dovrebbe, infine, comunicare questa scelta con cautela, gestendo le aspettative e presentando l’innovazione come un percorso di crescita e adattamento. In sintesi, suggeriamo di approcciare l’innovazione non come un salto nel vuoto, ma come una serie di passi calcolati e informati, guidati dal nostro expertise strategico.

La centralità strategica del settore ICT

Basandoci sull’osservazione costante del mercato, il settore dell’Information & Communication Technology  ha registrato una crescita esponenziale e trasformativa. Negli ultimi dieci, quindici anni, l’ICT è passato dall’essere percepito come un settore di nicchia a diventare il motore trainante dell’innovazione e della digitalizzazione in ogni ambito. Le aziende ICT sono le principali abilitatrici di nuove forme di comunicazione, dalla messaggistica istantanea all’intelligenza artificiale generativa. Questo ha naturalmente generato un’enorme domanda di servizi di comunicazione e PR specializzati, capaci di tradurre concetti complessi in narrazioni coinvolgenti e accessibili. Anche in Italia, il settore ICT è un pilastro fondamentale dell’economia e della comunicazione e continua a mostrare una crescita robusta. Le aziende italiane investono sempre di più in cloud computing, cybersecurity e intelligenza artificiale, spinte sia dalle esigenze del mercato sia dalle iniziative governative (come i fondi del PNRR). Questo si traduce in una forte domanda di comunicazione per posizionare non solo prodotti e servizi, ma la stessa visione strategica delle aziende. 

Le aziende ICT cercano sempre più una comunicazione integrata che si concentri sulla gestione della reputazione, la leadership di pensiero e la comunicazione di crisi legata a temi di sicurezza informatica o privacy. Oggi, l’ICT non è più solo un cliente, ma un partner indispensabile che definisce e modella gli strumenti e i canali attraverso cui l’industria della comunicazione stessa opera. Per un’agenzia di PR, comprendere a fondo le sue dinamiche e la sua evoluzione è fondamentale per rimanere competitiva e offrire un valore aggiunto concreto.

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