GroupM presenta in Italia Acceleration con Marco Brusa MD

Per Beduschi l’anno chiuderà quasi flat (+0,3%). Difficile fare previsioni sul 2023

GroupM Consulting, la unit di GroupM Italy, a servizio delle sue agenzie media, che da anni accompagna i brand nel loro percorso di trasformazione digitale, cambia volto ed entra nel network Acceleration: la novità è stata presentata ieri al WPP Campus di Milano.

Massimo Beduschi, Chief Executive Officer & Chairman di GroupM Italy, ha spiegato: «GroupM Consulting in questi anni è diventato un punto di riferimento nei servizi di consulenza in ambito MarTech. In un mercato in cui le opportunità offerte dalla tecnologia, dalla misurazione e dall’utilizzo dei dati sono sempre più strategiche per i clienti, l’arrivo in Italia di Acceleration permetterà al nostro team di consulenti di evolvere ulteriormente e di potenziare l’offerta con l’adesione a un network mondiale leader nel settore. I clienti delle nostre agenzie potranno, così, contare su expertise e servizi all’avanguardia per valorizzare le potenzialità di ogni innovazione». 

Giovanna Loi e Marco Brusa

A guidare Acceleration in Italia è Marco Brusa, già Managing Director di GroupM Consulting sin dal momento del lancio, che riporta a Giovanna Loi, Chief Digital Officer GroupM Italy.

La unit, che si appresta a chiudere il 2022 in grande crescita superando la soglia dei 50 clienti attivi, supporta i brand delle agenzie del Gruppo in ambito misurazione, MarTech, digital experiences, web analytics e gestione della privacy, vantando un’esperienza approfondita nelle soluzioni Google Marketing Platform e Cloud. Esperienza che ora avrà un altro punto di forza nelle competenze del network globale di Acceleration, che è stato scelto da Google come partner indipendente per la vendita, l’implementazione e la formazione di tutti i prodotti Google.

Un vasto team interdisciplinare, che vanta più di 60 professionisti e include esperti di dati, tecnologia e marketing digitale, tra cui data scientist, tech consultant, web analytics consultant, sviluppatori e statistici in grado di poter affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.

«La squadra è da sempre il nostro punto di forza: un team di persone appassionate di tecnologia con un forte background tecnico e un occhio sempre volto al futuro e ai bisogni dei clienti. Questo ci ha consentito di leggere in chiave olistica le disruption che il mercato sta vivendo, cogliendone le opportunità e rimuovendo le barriere» ha commentato Marco Brusa, Managing Director di Acceleration Italy.

 

Always-on Transformation

Il posizionamento di Acceleration si basa sul concetto di “Always-on Transformation”: la trasformazione non è intesa semplicemente come un piano di azione da completare in un determinato lasso temporale, ma piuttosto come un impegno per un flusso continuo di ideazione, definizione ed esecuzione delle priorità attraverso progetti strategici di diversa natura. Infatti, la lunga esperienza internazionale di Acceleration ha dimostrato che i brand che abbracciano una cultura della trasformazione continuativa hanno più opportunità e strumenti per raggiungere progressi quotidiani verso un successo competitivo a lungo termine.

Acceleration opera in 12 mercati tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca, Norvegia, Svezia, Dubai, Sudafrica, Spagna, Portogallo con un ulteriore piano di espansione nell’area EMEA e APAC. L’ingresso in questo importante network internazionale permetterà anche ai consultant italiani di confrontarsi quotidianamente con professionisti e specialisti che operano nei mercati leader nel digitale avendo accesso, così, alle migliori case e a soluzioni innovative di successo già applicate a grandi marchi nel mondo. Uno dei principali vantaggi di Acceleration, che sarà implementato anche sul mercato italiano, consiste nell’essere Google Reseller, come ha spiegato

Grant Keller, Global Chief Executive Officer Acceleration: «Google richiede degli standard altissimi, occorre avere delle skill specifiche e dimostrare di rimanere nel tempo fedeli a determinati parametri. Oggi a livello globale il 50% delle revenues di Acceleration deriva da servizi collegati a Google e il 50% dalla consulenza. La scelta di portare Acceleration in Italia deriva proprio dall’opportunità che abbiamo riscontrato in questo Paese. La nostra intenzione è supportare i clienti in ogni paese dove GroupM opera – prosegue Keller – e gli elementi che prendiamo in considerazione sono le eventuali partnership con Google già esistenti, le skill presenti nel Paese, la domanda da parte delle agenzie. In Italia è presente un grande team ed è stato facile entrare velocemente in questo mercato. Nella nostra road map futura, per quanto riguarda l’Europa, ci sono per prime Francia e Germania. Negli altri continenti stiamo valutando gli ingressi in India, Australia, Nuova Zelanda e Canada». 

 

Favorire la trasformazione digitale

Nelle settimane che hanno preceduto la presentazione di Acceleration, GroupM ha svolto una survey sullo stato di soddisfazione di C-Level e marketer di brand sul percorso di trasformazione digitale affrontato dalla propria azienda, approfondendo il gap rispetto al posizionamento ottimale. Le ambizioni dei manager sono grandi, ma il sentimento comune è che quasi la totalità delle aziende dovrebbe fare di più e meglio. La prima barriera che frena la trasformazione digitale è determinata dai silos presenti all’interno dell’organizzazione, immediatamente seguita dalla distonia tra gli obiettivi di breve termine di fatturato dei manager e la roadmap di più ampio respiro che la trasformazione digitale impone. Altri ostacoli emersi sono la resistenza al cambiamento, la mancanza di figure specializzate in azienda e le problematiche legate all’adozione delle nuove tecnologie.

«Se c’è una regola non scritta, ma ormai chiara, è che chi si ferma resta indietro. Le agende dei Marketer devono seguire roadmap che tengano conto della vision a lungo termine e della gestione di grandi temi che il contesto sta vivendo: privacy, cookieless, integrazione omnicanale dei mezzi, sono solo alcune delle sfide che oggi i brand si trovano a dover affrontare, adattando la loro organizzazione, inserendo in squadra nuove figure professionali e rinforzando quelle esistenti con training ad hoc» ha spiegato Giovanna Loi, Chief Digital Officer di GroupM Italy.

 

Mercato a +0,3% nel 2022. Anche per il 2023 previsioni flat

Infine, Massimo Beduschi, a latere della presentazione, ha fatto il punto sul mercato italiano, con una revisione leggermente in calo delle previsioni di chiusura del 2022: dal precedente +0,9%, le nuove stime GroupM vedono una chiusura anno al +0,3%.

«Il 2022 è partito bene grazie al rimbalzo positivo con l’anno precedente ancora in fase pandemica – ha confermato il Chairman e CEO di GroupM – per poi subire una brusca frenata in estate a causa dell’assenza dei grandi eventi sportivi e dell’infiammata inflattiva. L’autunno sembra essersi risvegliato lentamente, inoltre il confronto con le performance positive dell’ultimo quarter ‘21 e i timori generali di nuovi tagli a causa dell’incertezza geo-politica, ci portano a stimare un mercato flat o leggermente in decremento».

L’incertezza attuale rende molto difficile fare previsioni sul 2023: «Stiamo proiettando un doppio scenario orientato a una sostanziale stabilità nelle migliori delle ipotesi (anno flat) e un leggero dato negativo (tra il -2 e il -3%) in condizioni più avverse».

Sul fronte internazionale, Grant Keller ritiene che «il settore della consulenza sia stato finora meno penalizzato e vedo un grande potenziale anche per il 2023». Tornando all’Italia, Digitale e OOH sono i driver del mercato, anche se con volumi ben diversi: «Per il 2022 prevediamo un digitale ancora in crescita – ha affermato Beduschi – anche se meno che in passato.

Il mercato OOH continua a crescere dopo la pandemia, anche perché sta vivendo un profondo rinnovamento nella struttura della sua offerta sempre più centrata su impianti digitali e video. La Televisione chiuderà in negativo sia nel 2022 che nel 2023: la crisi energetica, l’impennata inflattiva e l’incertezza globale stanno inficiando l’andamento dei grandi utenti (Auto e Fmcg in primis). La Radio viene da mesi positivi e potrebbe chiudere con una stabilità nel 2022, mentre per il prossimo anno non è da escludere una leggera flessione».

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