Sports Production Hub dà valore alla connessione e cambia le regole del gioco nella nuova normalità

Massimo Cortinovis è tra i fondatori della società di digital marketing che unisce social e campioni dello sport

Imprenditore e digital media strategist, Massimo Cortinovis ha fondato nel 1995 la sua prima web agency, Esperia, diventata presto un’impresa con 80 dipendenti dedicata ai brand che avevano bisogno di sviluppare la loro digital strategy.

Massimo Cortinovis

Nel 2012 fonda Stylum, agenzia di Digital Marketing & Communication con sede a Milano, e Rokivo, azienda di UX Design con sede a New York e poi a San Francisco. Nella sua carriera ha coordinato personalmente progetti di digital marketing & communication per i top clients, occupandosi in prima persona della creazione e dello sviluppo delle strategie.

Dopo essere stato CEO di Disko Italy, società di comunicazione attiva a Milano, Torino, Parigi, Montpellier, San Francisco e Shanghai, a fine 2019 lancia Sports Production Hub, agenzia di digital marketing che innalza la comunicazione digitale nello sport a un nuovo livello, connettendo organizzazioni sportive, atleti, brand e fan in una modalità innovativa, avvincente, coinvolgente e monetizzabile. Un’agenzia nella quale si incontrano una passione e un’ossessione: quelle dello sport. 

Cortinovis racconta a Touchpoint Today l’origine, i principi base e gli obiettivi della società.

 

Perché lanciare un’agenzia verticale sullo sport? 

Io e i miei soci condividiamo una forte passione e un lungo background nel campo dello sport e della comunicazione digitale. Abbiamo pensato che questo fosse il momento giusto per un’iniziativa verticale su sport e social network perché è il mercato a chiederlo. Da un lato i fan sono sempre più “connessi” e cercano sempre più contenuti e relazioni con il mondo dello sport tramite i social. Dall’altro gli atleti hanno la possibilità di dialogare direttamente con la gente tramite i loro canali, senza intermediari, e questa è un’opportunità enorme. Infine, i brand cercano sempre di più sponsorizzazioni con atleti in grado di offrire non solo la loro identità ma anche un canale diretto con i fan. È il momento perfetto. Vogliamo diventare un punto di riferimento nello sport marketing nazionale, riempiendo uno spazio a oggi ancora poco presidiato e creando così valore dove oggi non c’è. Pensiamo di poter cambiare, in meglio per tutti, le regole del gioco. 

 

Qual è il perimetro di azione: cosa intendete sviluppare?

La nostra azione si basa su tre pilastri: 1) la capacità di ispirare le persone insita nello sport, soprattutto negli atleti. Una capacità che si può tradurre in contenuti veicolati tramite i social. Il nostro punto di partenza è la formazione e il supporto all’atleta o all’organizzazione sportiva con cui lavoriamo; 2) la produzione di contenuti digital native. Si tratta di saper produrre contenuti di qualità pensati per i social media. Per farlo molto bene servono una serie di professionalità che spaziano dalla creatività, alla produzione del contenuto, alla business intelligence; 3) la gestione ottimale dei canali social. Lavoriamo continuamente per gestire al meglio questi media, ottimizzando i formati, comprendendo gli algoritmi, analizzando i risultati per raffinare continuamente la strategia.

 

Che tipo di modello di business avete adottato?

Noi lavoriamo in partnership con gli atleti per creare valore da monetizzare creando branded content per gli sponsor, che sono i nostri clienti. In seconda battuta vendiamo la nostra competenza alle organizzazioni sportive che vogliono sviluppare al meglio una strategia digitale e incrementare il loro legame con i fan e con gli sponsor, ma anche in questo caso abbiamo un atteggiamento da partner, abbiamo davvero a cuore i progetti.

 

Sport e digital: quali le connessioni?

Lo sport ispira, intrattiene, emoziona decine di milioni di persone in Italia, miliardi di persone nel mondo. L’80% di queste persone, in Italia, sono con continuità su Internet e sui social media. Una delle principali attività consiste nel cercare e fruire di contenuti di sport. La connessione è naturale, si tratta di valorizzarla al meglio.

 

Quali sono i vostri plus per distinguervi sul mercato?

Innanzitutto il team è unico. Abbiamo unito l’incredibile conoscenza del mondo dello sport marketing e dei media di Marco Bogarelli, Giuseppe Ciocchetti, Maurizio e Michele Gherardini, Andrea Vidotti, alle competenze digitali (sempre con forte background sport) di Marco Castellaneta (ex DAZN, AC Milan, RedBull), Edoardo Racchetti (per anni in Web Stars Channel alla cura di grandi youtuber) e mie, che dopo aver allenato il basket in serie A dal ‘95 mi occupo di comunicazione digitale con un piede costante nello sport. Poi la focalizzazione sui social media come canale di valorizzazione dell’immagine di atleti e organizzazioni sportive. Infine, la profonda conoscenza delle esigenze di comunicazione dei brand. Pensiamo che il mix di questi 3 fattori sia oggi unico in Italia.

 

L’emergenza Covid-19 ha colpito il mondo dello sport: cosa cambia per voi?

Il virus e le conseguenze che ha portato, dal lockdown a tutte le regole per contenerlo, hanno dato un impulso ulteriore alla diffusione del digitale nella quotidianità delle persone. Sono esplose le dirette sui social, ad esempio, grazie alle quali molti atleti hanno potuto tenere in vita la relazione con i loro fan, e si è moltiplicato l’impegno sociale degli atleti espresso tramite azioni di charity online dove ci hanno sempre messo la faccia per il bene comune. Pensiamo che la prossima stagione sportiva sarà caratterizzata da un utilizzo marcato del digitale sia da parte dei fan (fisicamente si dovrà stare più distanti di prima) che del mondo dello sport (che dovrà trovare nuove modalità per coltivare la relazione con il pubblico considerando che potrà aggregarlo di meno). Difficile prevedere esattamente cosa succederà e in che tempi, ma le abitudini e le skill digitali acquisite in questi mesi non scompariranno e questo è un bene per la nostra attività.