Realize Point – Covid-19 e comunicazione: perché non bisogna abbassare la guardia

L’ultima indagine Kantar suggerisce come per le aziende non sia questo il momento di smettere di comunicare. I consumatori hanno bisogno di sapere cosa l’impresa fa per la società

La vicinanza. È questo il termine chiave che caratterizzerà la relazione tra consumatore e aziende nel prossimo futuro. E la vicinanza passa per la comunicazione. Lo spiega su Realize (il magazine del gruppo Agos) Federico Capeci, CEO di Kantar (Insights Division) in Italia, Grecia e Israele.

Nell’ultima indagine che la sua società ha svolto durante questi mesi di espansione dell’epidemia di Covid-19 su oltre 25 mila consumatori provenienti da più di 30 Paesi (di cui 1.000 dall’Italia) è emerso come solo l’8% suggerirebbe alle aziende di non fare più pubblicità. Non è questo il momento di smettere di comunicare.

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«Oggi la principale aspettativa dei consumatori è rivolta al ruolo sociale diretto che devono avere le imprese – spiega Capeci -.Vogliono sapere se stanno tenendo conto della salute dei propri dipendenti come impegno primario. Di più: il 78% si aspetta che si prendano cura di loro e il 62% chiede di favorire lo smart working. Auspicano che supportino gli ospedali (41%) e aiutino i governi (35%) e si aspettano che le campagne pubblicitarie abbiano un impatto positivo sulla società».

Ecco dunque che le imprese si trovano davanti una nuova sfida: parlare di come il brand possa essere utile nella “nuova” vita di tutti i giorni, comunicare gli sforzi fatti per affrontare e migliorare la situazione, usare un tono rassicurante. Continuare a dialogare significa per il consumatore non solo fornire un senso di normalità ma anche di distrazione e fuga da una realtà che risulta per tutti pesante e difficile. Ma ovviamente bisogna fare un’attenta selezione dei contenuti da presentare. Leggi qui l’articolo integrale.

Realize – Uno sguardo sul mondo dei consumi e dei consumatori in collaborazione con il magazine del gruppo Agos