IAB Italia, nell’emergenza vicino alle imprese con strumenti concreti

Intervista al Direttore Generale Sergio Amati

«La nostra risposta all’emergenza che stiamo vivendo? Abbiamo cercato di essere il più possibile concreti». Così Sergio Amati, Direttore Generale di IAB Italia, racconta l’impegno dell’associazione in questo momento storico in cui risulta davvero difficile pensare a qualcosa di diverso dal coronavirus. «Ci sono enormi problemi, soprattutto di carattere economico, che dovremo affrontare ragionando sul dopo, quando avremo uno scenario più chiaro e maggiore lucidità – spiega -. Adesso, in questa fase acuta, abbiamo il dovere di intervenire per aiutare i nostri soci e tutto il mercato ad affrontare la situazione emergenziale. Questo lo stiamo facendo prima di tutto mettendo a disposizione degli strumenti in grado di aiutare a risolvere le problematiche del quotidiano. Le aziende si sono ritrovate nella necessità di riadattarsi da un giorno all’altro a un evento imprevisto di portata epocale. Il tema del lavoro, ad esempio, è molto importante e per questo motivo abbiamo organizzato un webinar gratuito con il nostro consulente del lavoro che ha risposto a domande molto pratiche su come organizzare le attività all’interno delle imprese, a partire dallo smart working. Tutti questi decreti, con aggiornamenti continui, rischiano di generare confusione. Noi abbiamo cercato di fare chiarezza». 

Sergio Amati

E aggiunge Amati: «IAB Italia vuole essere vicino ai suoi soci e alle imprese nel momento del bisogno. Attraversiamo una fase caratterizzata dalla scarsa visibilità sul futuro, per questo è paradossalmente più importante muoversi su due fronti: da un lato dare risposte concrete a problemi immediati, dall’altro creare opportunità formative. Abbiamo ad esempio reso gratuito il corso per programmatic specialist, un’iniziativa che i nostri soci hanno gradito molto. Questo serve a mantenere alta l’attenzione sulla crescita personale e sul futuro. In questo approccio rientrano anche attività che guardano al dopo pandemia, penso ai webinar dedicati alla brand safety e ai nuovi scenari della comunicazione. Siamo stati contattati anche da diverse istituzioni universitarie per avviare delle collaborazioni. Siamo aperti e pronti a capire come continuare a supportare i soci nel modo migliore». 

Per il DG di IAB Italia quello che stiamo subendo è un salto culturale accelerato. «Un qualcosa che è stato dettato dal bisogno – afferma -. Improvvisamente l’Italia intera ha capito che il digitale è fondamentale per tenere insieme il Paese. C’è stata una presa di coscienza collettiva e non solo di élite professionali definite. Noi rappresentiamo questa industry e dobbiamo essere ancora più consapevoli del nostro ruolo. Come ha scritto Alessandro Baricco, è arrivato il momento dell’audacia. Questa situazione ha costretto tutti a un utilizzo spinto della tecnologia. Messi con le spalle al muro, abbiamo realizzato in 10 giorni tutta una serie di cose che per anni non si sono smosse, anche per paura di sbagliare, e abbiamo visto che funzionano. Abbiamo anche capito che sbagliare non è sbagliato. La necessità sta creando situazioni e modalità nuove di comunicare e interagire». 

Ci stiamo muovendo verso una società in cui la dimensione digitale e quella fisica sono destinate a unirsi. «Stiamo imparando continuamente in questi giorni – chiarisce Amati -. L’importante è non dimenticarlo quando la fase più critica sarà passata». Per il “dopo”, e di questo il Direttore Generale di IAB Italia è piuttosto convinto, nulla sarà più come prima. «Stiamo già ripensando ai nostri eventi, a partire dallo IAB Forum – sottolinea -. Anche la Milano Digital Week dovrà essere strutturata secondo una logica che sposi proprio questa convergenza fra fisico e digitale. La sfida è quella di trovare soluzioni che mantengano gli aspetti positivi del prima in un mondo che è cambiato. È senza dubbio il momento di reinventare, alla luce di una nuova normalità che è fatta di telelavoro, studio online e canali di comunicazione digitale. Stiamo imparando a vivere in un modo diverso. Non ci sarà più una distinzione netta fra mondo fisico e digitale, ma una assoluta e naturale continuità. Questa a mio avviso rappresenta una grande opportunità, ma è anche un’immensa responsabilità per chi opera in questo settore. Ho letto un articolo che diceva che occorre “prepararsi al prossimo boom economico”. Io sono ottimista ma credo che la ripresa passerà forzatamente dalla digitalizzazione, un elemento imprescindibile per la crescita complessiva del Paese», conclude Amati.