Gruppo Mondadori, nel 2019 ricavi a 885 milioni. L’adv perde il 10,6%

L’AD Ernesto Mauri: «I Libri restano il core business. Interesse di espansione nei settori Formazione ed Editoria professionale. No a ulteriori cessioni di testate»

«Non si possono commentare i dati dell’anno 2019 senza soffermarsi sull’excursus strategico-operativo intrapreso dal gruppo negli ultimi 6 anni, nei quali è avvenuto un riposizionamento del portafoglio di business».

Ernesto Mauri

Così Ernesto Mauri, Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori ha introdotto la conference call per analisti e stampa che si è tenuta ieri per presentare i dati 2019, approvati sotto la presidenza di Marina Berlusconi.

«Oggi l’attività Libri e Retail rappresenta il 72% dei nostri ricavi, mentre nel 2013 era del 40%. L’area dei Periodici che era al 60% è scesa al 28% mentre la parte del Digitale di questo 28% era all’1% e attualmente è del 13% – ha proseguito Mauri -. In questo periodo nelle attività in cui opera, il gruppo ha una leadership di mercato».

Sono tre secondo l’AD le fasi clou: nel 2013-14 è stato fatto il “cambio di passo” dove Mondadori ha messo in sicurezza il gruppo dopo un risultato netto negativo, con tre business su cinque in perdita: sono stati semplificati struttura e processi interni con risparmio sui costi e soprattutto è stato rilanciato il portafoglio periodici in ottica di integrazione carta-digitale, con la cessione del ramo pubblicità a Mediamond.

Negli anni 2015-16 la trasformazione è proseguita con il rafforzamento dell’area Libri con l’acquisto di Rizzoli e della digitalizzazione dei periodici con l’acquisizione di Banzai Media e con la cessione del business radio e di altre attività non strategiche. Negli anni 2017-19, periodo di consolidamento economico-finanziario e riposizionamento strategico, è stata aumentata la marginalità dell’area Libri e stabilizzata la redditività dei Periodici, con la cessione di 6 testate in Italia e di Mondadori France (pari a 60 milioni di euro).

«Siamo passati da 1,370 miliardi del 2013 a 885 milioni nel 2019: oggi l’azienda è più piccola ma più sana e redditizia perché abbiamo razionalizzato il portafoglio», ha puntualizzato il manager. I dati finanziari sono stati esposti da Oddone Pozzi, Direttore Centrale Finanza, Acquisti e Sistemi informativi del Gruppo Mondadori.

«Nel 2019 sono stati conseguiti tutti gli obiettivi indicati a inizio anno – ha detto -. I ricavi netti a 884,9 milioni di euro hanno registrato una lieve contrazione dello 0,7% nonostante la variazione di perimetro dell’area Periodici Italia determinata dalle cessioni di Inthera S.p.A. e di Panorama (+1% a perimetro omogeneo). L’Ebitda adjusted è stato in crescita single digit sul 2018 a +5%. L’Ebitda è cresciuto a 87 milioni di euro, +12,2%. Il risultato netto delle attività in continuità a 33,1 milioni di euro, in significativa crescita del +62%. Il PFN è pari a -55,4 milioni di euro rispetto a -147,2 milioni di euro del 2018: in miglioramento di 91,8 milioni di euro (-62%), per effetto della continua generazione di cassa. Dopo 8 anni è previsto un dividendo di 6 centesimi per azione ordinaria».

I ricavi consolidati del quarto trimestre dell’esercizio 2019 si sono attestati a 225,9 milioni di euro, in calo del 3% rispetto ai 232,9 milioni di euro dell’esercizio precedente, anche per effetto della variazione di perimetro dell’area Periodici Italia determinata dalla cessione di Panorama. 

 

Area Libri

Nel 2019 i ricavi dell’area Libri del Gruppo Mondadori si sono attestati a 478,4 milioni di euro, in crescita complessivamente del 6% rispetto ai 451,3 milioni di euro nel 2018. In particolare: nell’area Trade, i ricavi hanno registrato un incremento del +7,6% (+5,5% a valore); nell’area Educational i ricavi sono cresciuti del +5,9%. 

«In questo contesto, il Gruppo Mondadori ha confermato la propria leadership con una quota di mercato del 26,2% e con la presenza di 5 titoli nella classifica dei 10 libri più venduti nell’anno», ha precisato Oddone. Sull’esercizio in corso è da valutare l’effetto che l’emergenza sanitaria attuale potrà avere.

«Non ci sono ancora sufficienti elementi per valutare l’impatto – ha dichiarato Mauri – Sicuramente non avrà influenze negative sulla Scolastica che genera ricavi da fine agosto. Sul Trade la chiusura delle librerie porterà una contrazione di ricavi però bisogna evidenziare l’incremento della parte e-commerce: nella prima settimana di marzo, in pieno coronavirus, c’è stato un incremento acquisti online del 6%. Abbiamo slittato il lancio di alcuni titoli previsti in aprile ma la perdita di ricavi nelle librerie sarà compensata dall’e-commerce».  

Retail

Nel 2019 è proseguita la strategia mirata ad adeguare l’organizzazione e tutti i canali di vendita dell’area Retail all’evoluzione del mercato, con azioni finalizzate alla progressiva revisione di network e format. Nella categoria Libro, che rappresenta l’82% dei ricavi, la market share di Mondadori Retail si attesta al 12,9%.

Nell’esercizio 2019 Mondadori Retail ha registrato ricavi pari a 186,9 milioni di euro, con un calo del 2,6% rispetto ai 191,8 milioni di euro dell’anno precedente, riconducibile all’andamento del consumer electronics e alla razionalizzazione della rete di vendita diretta.

«L’obiettivo 2020 è quello di tornare in positivo e abbiamo già a settembre 2019 inserito un nuovo team management che ha già messo in campo azioni per garantire un risultato migliore», ha detto l’AD. 

 

Periodici Italia

Nel periodo di riferimento l’area Periodici Italia ha registrato ricavi per 256,6 milioni di euro, in calo del 10,6% rispetto a 287 milioni di euro nel 2018.

Al netto delle cessioni di Inthera e di Panorama il calo si attesta a -5,4% con, in particolare: i ricavi diffusionali (edicola + abbonamenti) in calo del -12,8%, in linea con l’andamento del mercato di riferimento (-16,6% considerando Panorama nel 2018); i ricavi derivanti dai prodotti collaterali hanno registrato un +0,9% (-6,5% considerando Panorama nel 2018); i ricavi pubblicitari (print + digital) hanno registrato una contrazione complessiva del -4,8% (-9,1% considerando Panorama nel 2018) con: il canale digital in crescita del +12,5% circa, per effetto in particolare dell’andamento positivo dei segmenti food e salute e del sensibile contributo delle soluzioni di proximity marketing di AdKaora; il canale print in calo del -14,8%, sostanzialmente in linea con la dinamica del mercato (-20,2% considerando Panorama nel 2018).

Nel 2019 l’incidenza dei ricavi digital sul totale dei ricavi pubblicitari dell’Area si attesta al 42% circa (rispetto al 34% del 2018). Nel 2019 il Gruppo Mondadori si conferma l’editore multimediale leader in Italia nel: print, con una quota di mercato diffusionale pari al 28,9%13 a valore e 15,5 milioni di lettori ogni mese; digital, con una reach del 77% e oltre 30 milioni di utenti unici al mese; social, con una fan base aggregata di 31 milioni di follower e 120 profili.

«Nel 2020 prevediamo una contrazione sul print ma per Mondadori non sarà devastante: su 885 milioni di ricavi totali, la pubblicità ne vale 75 (7-8% delle nostre entrate), i brand che abbiamo sono forti, come Sorrisi che sta tenendo bene, o Donna Moderna e Grazia: nessuna delle testate che abbiamo sono in perdita. Continuiamo con la razionalizzazione dei costi e non pensiamo a ulteriori cessioni perché i brand attualmente in portfolio sono molto forti sul digitale». 

 

Gestione 2020

Nel 2020 il Gruppo Mondadori proseguirà il percorso di riposizionamento strategico e di focalizzazione sui core business Libri e Retail e sui brand con maggiori potenzialità di sviluppo multimediale. Coerentemente con la strategia delineata, gli obiettivi operativi per l’esercizio 2020, a perimetro attuale, consentono di stimare a livello consolidato ricavi in leggera contrazione (stabili a livello omogeneo) e un Ebitda adjusted ante IFRS 16 in crescita single digit rispetto al 2019.

Il risultato netto delle attività in continuità dell’esercizio 2020 è previsto in crescita rispetto all’esercizio precedente (nel range 35-38 milioni di euro), con continuazione della politica di distribuzione del dividendo. Il cash flow ordinario dell’esercizio 2020 è atteso in miglioramento a 55 milioni di euro. Tale previsione è riferita al corrente perimetro di business del Gruppo: in relazione all’attuale emergenza sanitaria legata al Covid-19, non è possibile alla data di oggi formulare previsioni attendibili circa la durata ed eventuali impatti sulla gestione e i risultati 2020; si ritiene tuttavia che quanto sta accadendo non modifichi le solide prospettive di medio-lungo periodo del Gruppo.

«In generale su tutti settori, i dati del coronavirus saranno quantificati a fine primo trimestre ma la nostra posizione è solida sul digitale e questo ci avvantaggerà e non metterà in discussione la nostra strategia. Il business c’era prima e continuerà a esserci dopo il coronavirus», ha dichiarato Mauri, sottolineando il forte interesse di «entrare in modo significativo nel campo della Formazione e dell’Editoria professionale in Italia. Seguiamo la scolastica dalla primaria alle superiori, la logica è quella di continuare il percorso, accompagnando il processo di formazione dell’individuo dopo le superiori: prevediamo un grande margine di espansione in questo settore, presidiato dalla presenza di piccoli operatori e un player come Mondadori può essere l’aggregatore di una serie di aziende, cosa che può portare un fatturato interessante e un’ottima redditività. Abbiamo individuato i target, su qualcuno eravamo vicinissimi alla finalizzazione ma l’emergenza ha bloccato il processo: vogliamo riflettere sui nuovi business nei quali entreremo ed è meglio non affrettare le acquisizioni». Diverso è il discorso sull’estero «perché lì già esistono operatori molto forti, ma saremo attenti a ogni opportunità».