Realize Point – Italiani e crescita sostenibile: così è diventata una priorità

Un rapporto di ING sulle scelte dei consumatori in Europa non lascia dubbi: quasi 8 italiani su 10 la ritengono più importante della crescita economica

Per il 77% degli italiani, una crescita sostenibile che tuteli l’ambiente è la priorità, da mettere davanti anche alla crescita economica. Il dato, riportato su REALIZE, magazine online del gruppo Agos, sorprende in positivo e viene dall’International Survey sull’economia circolare condotta da ING, che ha analizzato le scelte dei consumatori in Europa partendo dalla posizione in merito alle tre R dell’economia circolare: rifiuti, riciclo e riutilizzo.

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I numeri sono molto interessanti: 7 intervistati italiani su 10 chiedono alle aziende di agire in questa direzione al pari degli inglesi (69%) e più dei francesi (67%), degli australiani (60%), dei tedeschi (56%) e degli americani (53%). 

Tuttavia, uno studio dell’Alliance for Corporate Transparency ha rilevato come solo il 47% delle grandi aziende sia in grado di agire in tal senso, nonostante aumenti costantemente il numero di quante stiano via via adottando misure per diventare sempre più sostenibili, riducendo l’uso della plastica e aumentando la quota di riciclo, in ottica di processi sempre più in linea con i modelli dell’economia circolare.

Modelli che sono diventati sempre più urgenti. Ogni anno, infatti, vengono prodotte oltre 350 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica, di cui solo il 9% è destinato al riciclo. In questo gli italiani vantano una posizione di eccellenza: quando si tratta di separare sempre il materiale riciclabile, si aggiudicano il primo posto in Europa con un 92% di attenzione.

Ma non solo. Si diffonde sempre di più la filosofia del “riutilizzo”. Nonostante fare riparazioni sia diventato sempre più difficile, circa il 32% degli europei è disposto a riparare mobili, elettrodomestici e dispositivi elettronici prima di buttarli.

Questa situazione ha generato una reazione anche da parte della classe politica con l’introduzione del diritto alla riparazione per contrastare quella che viene definita “obsolescenza programmata”, ovvero l’insieme di tecniche di fabbricazione per cui viene favorito un invecchiamento precoce del prodotto con la sua sostituzione anziché riparazione, diventata sempre più difficile e costosa.

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Realize – Uno sguardo sul mondo dei consumi e dei consumatori in collaborazione con il magazine del gruppo Agos