Il Ritorno del Pubblivoro – Sono il Grinchivoro e adoro il trash

Un trash che si fatica sempre di più a trovare. Ma che a Natale mi piace celebrare

Ricordo con nostalgia i bei tempi in cui gli spot trash si affacciavano con una certa frequenza ed entravano di diritto nella mitologia della pubblicità. Come dimenticare le supposte effervescenti EvaQ con l’animazione ben dettagliata per mettere in evidenza il funzionamento del farmaco, oppure la Coloreria Italiana che realizzava le “fantasie” di una moglie infelice a causa della prestanza fisica del marito. E lo slogan del Caseificio Roberta, degno di un b-movie con Pierino, dove vogliamo metterlo? 

Oggi le pubblicità trash sono merce rara. Però da bravo Grinchivoro sono andato a scovarle.

Iniziamo con Peloton Bike che, con “The gift that give back”, in pochi giorni ha già superato gli 8 milioni di click su YouTube. Una delle poche pubblicità ad alto budget che riesce ad avere più pollici versi che alzati. L’azienda è costretta a disattivare i commenti per proteggere la propria reputazione, ammettendo la sconfitta nel territorio della comunicazione. Che bello! Le immagini sono super patinate, e tutto è perfetto: la casa, gli arredi, il paesaggio che si intravede dalle finestre, lei, lui e la bambina. Così perfetto da diventare surreale. Ma quello che veramente stona e innalza questa pubblicità alla categoria trash è l’entusiasmo della protagonista, visibilmente spropositato. Se non fossimo in una situazione involontariamente grottesca il dilemma sarebbe: portiamo la moglie in una comunità di recupero oppure chiamiamo l’esorcista? Insomma, classico esempio in cui si sopravaluta l’effetto che il proprio prodotto può avere sul cliente.

Oltre le dieci milioni di visualizzazioni, invece, per la pubblicità mandata in onda durante l’ultimo Super Bowl da Isaacs & Isaacs. Un vero manifesto del trash. Si tratta di uno spot infarcito di citazioni di film e telefilm del momento. Supereroi, Alieni e un pizzico di Game of Thrones. Lo spot riesce a entrare nel tempio del trash realizzando un’esperienza visiva con un budget da “vorrei ma non posso” e un’ironia che non è sufficientemente grottesca. Un “vorrei ma non posso” che diventa poesia, come le brutte imitazioni di orologi di marca che si comprano per pochi euro su internet. Mi piacerebbe conoscere chi ha scritto la pubblicità, la narrazione è una miscellanea confusa e audace in cui si perde il senso della storia. Impresa difficile da compiere in un minuto. Un vero B-commercial con i fiocchi. Con i fiocchi di Natale.

A proposito

Auguri per un Natale veramente Trash.

P.s. Se avete coraggio le stellette datele voi.

Il Grinchivoro