Radio Italia punta alla leadership nel digitale con D-Share

Nel 2020, i primi step porteranno al rilancio dell’emittente sul web e sulle app per smartphone per poi estendere l’ecosistema digitale a un modello aperto, con la distribuzione su tutti i canali destinati alla fruizione dei contenuti in modalità ascolto

Radio Italia ha scelto come partner strategico e tecnologico D-Share e punta alla leadership nel digitale. L’accordo tra l’emittente e la tech company specializzata nel settore media prevede la realizzazione di un progetto in più fasi, finalizzato al lancio di un nuovo ecosistema digitale di entertainment incentrato su web, app e smart devices. In particolare, D-Share curerà sia gli aspetti di studio e progettazione, sia quelli di sviluppo tecnologico, portando a favore di Radio Italia la propria esperienza nella realizzazione di progetti digital media sia in Italia sia all’estero.

Alessandro Volanti

«Coerentemente con il nostro percorso sui canali più tradizionali riteniamo strategico sviluppare ulteriormente tutta la nostra piattaforma web, app e social, per poter garantire ai nostri utenti e partner un’esperienza il più possibile innovativa e coerente con quelli che sono gli sviluppi del mercato. La scelta, quindi, non poteva che ricadere su D-Share: la collaborazione tra le nostre aziende dura ormai da molti anni con enorme soddisfazione e sono certo che questo ulteriore progetto porterà del valore aggiunto ad entrambe le realtà», spiega Alessandro Volanti, Direttore Marketing di Radio Italia. 

Alessandro Vento

«Il progetto Radio Italia è per noi importante anche nell’ottica dell’estensione della nostra catena del valore verso i mercati dei broadcaster e delle radio, avviata negli ultimi due anni. Sono certo che questa collaborazione porterà a un progetto di successo, in linea con i valori che Radio Italia ha sempre perseguito», aggiunge Alessandro Vento, Amministratore Delegato di D-Share. Nel 2020, i primi step porteranno al rilancio di Radio Italia sul web e sulle app per smartphone per poi, successivamente, estendere l’ecosistema digitale a un modello aperto, con la distribuzione su tutti i canali destinati alla fruizione dei contenuti in modalità ascolto.