Gruppo Sole 24 Ore, nel 1°semestre ricavi a 108 milioni. Raccolta a -5,6%

Gruppo Sole 24 Ore S.p.A.: il CdA approva la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019

Si è riunito ieri, sotto la presidenza di Edoardo Garrone (nella foto), il Consiglio di amministrazione de Il Sole 24 Ore S.p.A., che ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019.

Il Gruppo 24 Ore chiude il primo semestre 2019 con un risultato netto positivo per 1,7
milioni di euro e presenta un patrimonio netto pari a 39,4 milioni di euro, con un incremento
di 3,5 milioni di euro rispetto al patrimonio netto del bilancio consolidato al 31 dicembre
2018 che ammontava a 35,8 milioni di euro.

A partire dal 1° gennaio 2019, rispetto al bilancio al 31 dicembre 2018, trova applicazione per
la prima volta il principio contabile IFRS 16 Leases, che ha cambiato sostanzialmente il
trattamento contabile degli accordi di leasing nel bilancio del locatario, richiedendo ai locatari di contabilizzare tutti i contratti di leasing seguendo un unico modello contabile in bilancio simile alla contabilizzazione dei leasing finanziari che erano disciplinati dallo IAS 17.

Il principio include due deroghe, di cui il gruppo si è avvalso, alla rilevazione per i locatari –
leasing di beni di modesto valore (beni di valore inferiore a 5.000 dollari) e contratti di
locazione a breve termine (cioè contratti di leasing con un periodo di affitto minore o uguale a
12 mesi).

Alla data di inizio di un leasing, il locatario rileva una passività relativa ai canoni di affitto
(cioè la passività per il leasing) e un’attività che rappresenta il diritto di utilizzare l’attività
sottostante durante la durata del leasing (cioè, il diritto d’uso). I locatari sono quindi tenuti a
rilevare separatamente gli interessi passivi sulla passività per il leasing e gli ammortamenti sul diritto d’uso.

Ai locatari viene inoltre richiesto di riconsiderare l’importo della passività relativa al leasing
al verificarsi di determinati eventi (ad es., una variazione della durata del leasing, una
variazione dei canoni futuri derivanti dal cambiamento di un indice o del tasso utilizzato per
determinare tali pagamenti). Il locatario, in via generale, rileva la differenza da ri-
quantificazione dell’ammontare della passività di leasing come rettifica del diritto d’uso.

Il gruppo, come concesso dal principio, ha deciso di applicare nella transizione al nuovo
standard l’approccio retrospettico modificato e pertanto i dati dei periodi antecedenti alla data di prima applicazione (1° gennaio 2019) non sono stati riesposti rispetto a quelli storicamente predisposti applicando il precedente principio contabile.

Con l’applicazione dell’IFRS 16, il margine operativo lordo (Ebitda) del primo semestre 2019
si è incrementato di 4,1 milioni di euro, rispetto alla modalità di rilevazione in accordo con lo
IAS 17, per effetto di:

– Minori proventi operativi per 1,0 milioni di euro. Si tratta dei proventi derivanti dai
subaffitti di immobili a Milano e Roma, che a seguito dell’applicazione dell’IFRS 16
sono stati rilevati come leasing finanziari, mentre in accordo allo IAS 17 erano rilevati
come leasing operativi;
– Minori costi per godimento beni di terzi per 5,1 milioni di euro, derivanti dai canoni di
affitto delle sedi del gruppo, dai canoni di noleggio delle autovetture e dagli affitti
degli spazi per gli impianti di trasmissione radiofonici. L’applicazione dell’IFRS 16
determina che nel conto economico del gruppo siano rilevati gli ammortamenti dei
diritti d’uso e gli interessi sulle passività finanziarie, in luogo dei canoni di affitto
rilevati in precedenza in accordo allo IAS 17.

A seguito dell’applicazione dell’IFRS 16 il risultato operativo si è decrementato di 0,1 milioni
di euro, per effetto di quanto sopra e dell’iscrizione degli ammortamenti sui diritti d’uso, che
nel primo semestre 2019 sono stati pari a 4,3 milioni di euro.

Inoltre, la rilevazione del diritto d’uso dell’attività patrimoniale ha comportato l’iscrizione in
bilancio di una passività finanziaria, sulla quale sono rilevati interessi passivi, che nel primo
semestre 2019 ammontano a 0,5 milioni di euro.

Infine, a seguito degli effetti sopra dettagliati, nel corso del periodo è stato rilevato un effetto
fiscale positivo di 0,1 milioni di euro.

Effetti sul rendiconto finanziario della prima applicazione dell’IFRS 16

L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato significative variazioni su alcune poste del
rendiconto finanziario. In particolare, con l’applicazione dell’IFRS 16, il flusso di cassa
dell’attività operativa si è incrementato di 4,6 milioni di euro per effetto di:

– Incremento del flusso di cassa da attività di investimento per 1,3 milioni di euro,
derivanti dall’incasso dei crediti finanziari rilevati in connessione dei subaffitti di
immobili a Milano e Roma, che in seguito all’applicazione dell’IFRS 16 sono stati
rilevati come leasing finanziari, mentre in accordo allo IAS 17 erano rilevati come
leasing operativi e rilevati nel flusso di cassa operativo;
– Decremento del flusso di cassa da attività finanziaria per 5,9 milioni di euro, connessi
al pagamento dei debiti finanziari e dei correlati interessi passivi, iscritti in
applicazione dell’IFRS 16, in luogo dei canoni di affitto rilevati in precedenza in
accordo allo IAS 17 e rilevati nel flusso di cassa operativo.

Effetti sulla posizione finanziaria netta della prima applicazione dell’IFRS 16

L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato un effetto sulla posizione finanziaria netta del
Gruppo al 1° gennaio 2019 pari a complessivi 29,0 milioni di euro così composto:

– 2,0 milioni di euro nei crediti finanziari correnti per la quota a breve relativa alle
sublocazioni di immobili verso terzi;
– 31,0 milioni di euro nei debiti finanziari, di cui 10,3 milioni di euro nei debiti
finanziari correnti e 20,7 milioni di euro nei debiti finanziari non correnti, derivanti da
contratti di locazione relativi alle sedi del gruppo, a beni strumentali (noleggio
hardware e autovetture) e agli affitti di spazi e aree detenute per il posizionamento
degli impianti di radiotrasmissione di proprietà del gruppo.

 

Contesto di mercato

I dati ADS dei principali quotidiani nazionali indicano per il periodo gennaio – maggio 2019 un calo della diffusione totale delle copie cartacee sommate a quelle digitali pari al -6,1%
rispetto al pari periodo del 2018, frutto del combinarsi di un calo delle diffusioni della
versione cartacea pari al -7,9% con la crescita della diffusione digitale (1,3% fonte
elaborazione dati ADS gennaio – maggio 2019).

I più recenti dati di ascolto relativi al mezzo radiofonico, con riferimento al 1° semestre 2019,
registrano un totale di 34.802.000 ascoltatori nel giorno medio, stabili rispetto al 1° semestre
2018 (+0,8% Fonte RadioTER 2018-2019).

Il mercato pubblicitario di riferimento chiude i primi sei mesi 2019 con una flessione del
5,6%. Si registra un calo a due cifre per la stampa (-13,1%) con contrazioni su entrambe le
componenti: quotidiani – netto locale (-11,5%), periodici (-14,7%). Radio (+1,4%) e internet
(+1,2%) risultano in crescita. (Fonte: Nielsen – gennaio-giugno 2019).

Per il mercato dell’editoria professionale si prevede ancora un anno critico per il 2019,
sebbene sia previsto un miglioramento dei trend di settore. Le stime per il 2019 dei diversi
segmenti di mercato in cui opera il Gruppo prevedono un fatturato in diminuzione dell’1,1%
rispetto al 2018 per i prodotti dell’area giuridica e una diminuzione dell’1,9% rispetto al 2018
per i prodotti dell’area fiscale.

Per quanto riguarda i supporti utilizzati si prevede una crescita dell’editoria elettronica
(+3,5%), mentre per il fatturato dell’editoria cartacea si stima un ridimensionamento rispetto
al 2018 (libri -4,9% e riviste periodiche -24,4% Fonte: “Rapporto Databank Editoria
Professionale” – Cerved S.p.A., dicembre 2018).

Risultati consolidati al 30 giugno 2019

Principali dati di sintesi del Gruppo 24 Ore al netto degli effetti derivanti da principi di
nuova applicazione e da oneri e proventi non ricorrenti

Per meglio descrivere l’andamento operativo del gruppo, basato sul confronto dei dati del
primo semestre 2019 con quelli del pari periodo 2018, viene effettuata un’analisi enucleando
gli effetti descritti nei paragrafi precedenti derivanti dalla prima applicazione dell’IFRS 16 e
dalla rilevazione di oneri e proventi non ricorrenti

Nel primo semestre 2019, il Gruppo 24 Ore ha conseguito ricavi consolidati pari a 100,8
milioni di euro che si confrontano con un valore pari a 108,1 milioni di euro dello stesso
periodo del 2018 (-7,3 milioni di euro, pari al -6,7%). Tale variazione è dovuta in particolare
alla diminuzione dei ricavi pubblicitari per 3,3 milioni di euro (-7,7% da 42,3 a 39,0 milioni
di euro), dei ricavi editoriali di 1,9 milioni di euro (-3,5% da 54,5 a 52,6 milioni di euro) e al
calo degli altri ricavi per 2,1 milioni di euro (-18,4% da 11,3 a 9,2 milioni di euro).

Le principali dinamiche che hanno caratterizzato i ricavi consolidati sono:

. i ricavi diffusionali del quotidiano (carta + digitale) ammontano a 26,0 milioni di euro,
in diminuzione di 0,4 milioni di euro (-1,7%) rispetto al primo semestre 2018. I ricavi
diffusionali del quotidiano cartaceo ammontano a 16,3 milioni di euro, in calo di 0,5
milioni di euro (-2,8%) rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi diffusionali del
quotidiano digitale ammontano a 9,7 milioni di euro, in leggero incremento rispetto al
primo semestre 2018 (0,3%);
. i ricavi pubblicitari, pari a 39,0 milioni di euro, sono in diminuzione di 3,3 milioni di
euro (-7,7%) rispetto al primo semestre 2018. I ricavi pubblicitari su mezzi del Gruppo
ammontano a 38,2 milioni di euro (-6,8% rispetto allo stesso periodo del precedente
esercizio) e quelli su mezzi di editori terzi ammontano a 1,0 milioni di euro (-30,8%).
Su tale risultato influisce il perdurare della crisi del mezzo stampa, che rappresenta il
48% della raccolta complessiva della concessionaria, oltre alla cessazione di alcune
concessioni terze e la riduzione degli annunci di pubblicità finanziaria;. i ricavi delle banche dati pari a 16,7 milioni di euro sono in diminuzione del 5,7%
rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. I prodotti Fisco e Lavoro hanno
conseguito ricavi pari a 11,6 milioni di euro, in calo del 6,9%. I ricavi dei prodotti
Diritto sono pari a 3,3 milioni, in calo (-3,5%) rispetto al primo semestre 2018. I
prodotti Edilizia e PA hanno ricavi pari per 1,9 milioni di euro, in calo dell’1,7%
rispetto al pari periodo 2018;
. i ricavi dell’Area Cultura, pari a 7,5 milioni di euro, in diminuzione di 2,0 milioni di
euro (-20,7%), rispetto al primo semestre 2018.

La diffusione (carta + digitale) del quotidiano Il Sole 24 Ore da gennaio a maggio 2019 è
complessivamente pari a 157.344 copie medie giorno (-9,1% vs analogo periodo dell’anno
2018). In particolare, la diffusione media giorno cartacea dichiarata ad ADS per il periodo
gennaio – maggio 2019 è pari a 77.281 copie (-11,9% vs gennaio-maggio 2018). La
diffusione digitale dichiarata ad ADS è pari a 80.063 copie medie giorno (-6,1% vs gennaio –
maggio 2018). Il dato fa riferimento a quanto dichiarato dall’editore ad ADS, considerando
che il nuovo Regolamento aggiuntivo per l’esecuzione degli accertamenti ADS delle edizioni
digitali, valido dalla dichiarazione di maggio 2017, prevede la possibilità di dichiarazione
delle copie multiple e promozionali digitali in presenza di adoption.

In data 25 febbraio 2019 Il Gruppo 24 Ore ha aperto un tavolo di discussione con ADS per
chiarire alcune criticità inerenti i requisiti richiesti da ADS stessa per la verifica e
certificazione delle copie digitali per l’anno 2017 con impatti anche sulle dichiarazioni dei
dati dei periodi successivi. Sulla base di tali criticità, in data 5 marzo 2019, il revisore
incaricato di certificare i dati annuali 2017 dichiarati dall’editore ha inviato ad ADS l’esito
delle sue verifiche, emettendo una relazione con rilievi rispetto agli attuali requisiti del
“Regolamento delle edizioni digitali” e relativo “Allegato Tecnico”, oltre ai pareri di ADS
stessa, e rettificando i dati dei prospetti.

I prospetti rettificati inviati dal revisore non sono stati al momento approvati dal Consiglio di
ADS che, con una successiva lettera di risposta al Gruppo 24 ORE datata 29 maggio 2019, ha
mostrato disponibilità ad approfondire in seno alla Commissione Tecnica ADS i temi sulle
criticità del Regolamento sollevati dalla lettera del 25 febbraio 2019.

Qualora il Consiglio ADS approvasse i prospetti rettificati inviati dal revisore, desse parere
negativo alle criticità sulle copie digitali sollevate dall’editore e si applicassero detti criteri
anche per gli anni seguenti, la diffusione totale carta + digitale dichiarata ADS rideterminata
per il periodo gennaio-maggio 2019 sarebbe pari a 151.035 copie (-4,0% rispetto al dato
dichiarato dall’Editore) e il dato ADS elaborato per il pari periodo per l’anno 2018 sulla base
degli stessi criteri sarebbe pari a 168.098 copie (-2,8% rispetto al dato dichiarato
dell’editore).

Contestualmente a quanto in corso con ADS, il Gruppo 24 Ore ha dato seguito a quanto
indicato nel Resoconto Intermedio di Gestione del 30 settembre 2018, conferendo l’incarico
ad altra primaria società di revisione indipendente di esprimere un giudizio sull’adeguatezza e l’operatività dei controlli a presidio della rilevazione e dichiarazione delle copie digitali e
cartacee vendute. L’attività è attualmente in corso e nei prossimi mesi verrà rilasciato il primo
report.

Le rettifiche dei dati diffusionali non hanno impatti sul dato di copie medie giorno carta +
digitale vendute che nel gennaio–giugno 2019 sono complessivamente pari a 185.591 mila
copie (-8,6% rispetto all’omologo periodo del 2018), comprensive di tutte le copie digitali multiple vendute ma non dichiarabili come diffuse ai fini ADS e pertanto non inserite nella
relativa dichiarazione.

Andamento della marginalità

Il margine operativo lordo (Ebitda) del primo semestre 2019 è positivo per 10,4 milioni di
euro e si confronta con un Ebitda positivo per 2,1 milioni di euro al 30 giugno 2018. L’Ebitda
del 1° semestre 2019 beneficia di un provento non ricorrente derivante dal rilascio di 3,2
milioni di euro relativo al fondo rischi stanziato nel precedente esercizio a fronte del possibile
aggiustamento prezzo per la cessione della partecipazione di Business School24 S.p.A..

Il margine operativo lordo del primo semestre 2019 migliora di 4,1 milioni di euro per effetto
della prima applicazione dell’IFRS 16. Sono stati infatti contabilizzati minori proventi
operativi derivanti dai subaffitti di immobili per 1,0 milioni di euro e minori costi per
godimento beni di terzi per 5,1 milioni di euro, derivanti dai canoni di affitto delle sedi del
Gruppo, dai canoni di noleggio delle autovetture e dagli affitti degli spazi per gli impianti di
trasmissione radiofonici. Al netto degli impatti della prima applicazione dell’IFRS 16 e al
netto di oneri e proventi non ricorrenti, il margine operativo lordo del primo semestre 2019 è
positivo per 3,0 milioni di euro e si confronta con un Ebitda pari a 3,9 milioni di euro del pari
periodo 2018, in calo di 0,9 milioni di euro. La variazione è principalmente riconducibile al
calo dei ricavi per 7,3 milioni di euro (-6,7%), in parte compensato dalla riduzione dei costi.

Il costo del personale, pari a 42,6 milioni di euro, è in diminuzione di 1,8 milioni di euro (-
4,1%) rispetto al primo semestre 2018, quando era pari a 44,4 milioni di euro. L’organico
medio dei dipendenti, pari a 917 unità, registra un decremento di 47 unità verso il primo
semestre 2018 quando era pari a 964 unità. Inoltre, nel 1° semestre 2019 si è provveduto alla
capitalizzazione di costi del personale per 0,4 milioni euro per software sviluppato
internamente. Sulla base degli accordi sindacali sottoscritti, il minor costo risultante dalla
riduzione degli organici medi ha comportato una rimodulazione, rispetto all’anno precedente,
della percentuale di solidarietà applicata alle aree non giornalistiche.

Le altre variazioni riguardano i costi per servizi che, al netto di oneri e proventi non ricorrenti
e della prima applicazione dell’IFRS 16, risultano pari a 44,8 milioni di euro, in diminuzione
di 2,3 milioni di euro (-4,9%) rispetto al 30 giugno 2018.

Il risultato operativo (Ebit) del primo semestre 2019 è positivo per 2,1 milioni di euro e si
confronta con un risultato negativo per 2,5 milioni di euro. Gli ammortamenti e le
svalutazioni ammontano a 8,2 milioni di euro contro 4,6 milioni di euro del primo semestre
2018. Per effetto dell’applicazione dell’IFRS 16, gli ammortamenti sui diritti d’uso, nel primo
semestre sono stati pari a 4,3 milioni di euro. L’Ebit al netto di oneri e proventi non ricorrenti
e della prima applicazione dell’IFRS 16 è negativo per 1,0 milioni di euro e si confronta con
un Ebit negativo di 0,7 milioni di euro del primo semestre 2018.

Il risultato ante imposte è positivo per 1,8 milioni di euro e si confronta con un risultato
negativo per 3,7 milioni di euro del primo semestre 2018. Nel periodo sono stati iscritti
proventi da partecipazione per 0,9 milioni di euro per l’adeguamento del valore della
partecipazione Business School24 S.p.A. in applicazione del metodo del patrimonio netto.
Inoltre sul risultato ante imposte incidono oneri e proventi finanziari netti per -1,2 milioni di
euro (-1,9 milioni di euro al 30 giugno 2018). Per effetto della prima applicazione dell’IFRS
16, la rilevazione della passività finanziaria derivante dal valore attuale dei canoni di affitto ha
comportato la rilevazione di oneri e proventi finanziari, che nel primo semestre 2019
ammontano a -0,5 milioni di euro.

Il risultato ante imposte al netto di oneri e proventi non ricorrenti e della prima applicazione
dell’IFRS 16 è negativo per 0,7 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo di 1,1
milioni di euro del primo semestre 2018, in miglioramento di 0,3 milioni di euro, nonostante
la riduzione dei ricavi.

Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante è positivo per 1,7 milioni di
euro e si confronta con un risultato negativo per 4,1 milioni di euro del primo semestre 2018.
Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante al netto di oneri e proventi non
ricorrenti e della prima applicazione dell’IFRS 16 è negativo di 0,9 milioni di euro (-1,5
milioni di euro nel primo semestre 2018).

Evoluzione prevedibile della gestione

Il primo semestre 2019 conferma la persistenza di condizioni di debolezza del mercato e di
generale incertezza nell’economia italiana che influenzano, in particolare, l’andamento della
raccolta pubblicitaria.

Secondo la stima preliminare Istat del primo trimestre 2019, successivamente rivista al
ribasso, il PIL italiano registra un aumento congiunturale dello 0,1% (fonte: comunicato
stampa Istat del 5 luglio 2019). Secondo il Bollettino economico della Banca d’Italia, la
proiezione della crescita del PIL è pari allo 0,1% per il 2019, allo 0,8% per il 2020 e all’1,0%
per il 2021. Il quadro economico è caratterizzato da un rallentamento degli investimenti. A
partire dalla seconda metà del 2019, si prevede un recupero graduale dei consumi (Fonte:
Banca d’Italia-Bollettino Economico n. 3 del 12 luglio 2019).

In tale contesto il rinnovo dei vertici aziendali della Società ed il complessivo ridisegno
organizzativo completato nel corso del primo semestre 2019, hanno tuttavia portato nuovi
spunti ed opportunità che si sono già riflessi nel Piano Industriale 2019-2022. Il Gruppo ha
individuato una serie di azioni commerciali e di sviluppo di nuovi prodotti e segmenti di
mercato ritenuti idonei a contrastare il trend di mercato e a riaffermare il ruolo di leadership
editoriale nel mondo economico-finanziario principalmente rivolto agli stakeholder business,
attraverso iniziative finalizzate ad ampliare l’offerta di contenuti con una particolare spinta sui servizi digital e B2B e ad allargare la base clienti a nuovi segmenti di clientela attualmente
non raggiunti dai prodotti del gruppo.

L’obiettivo del 2019 consiste in un recupero della redditività anche attraverso iniziative volte
a perseguire il contenimento dei costi e una maggiore efficienza operativa, pur garantendo adeguati investimenti commerciali a supporto dei ricavi e in tecnologie abilitanti nuovi
modelli operativi e di business, e mantenendo un adeguato equilibrio finanziario.

Il significativo rinnovo dei vertici aziendali e il parziale ridisegno organizzativo, in particolare
dell’area commerciale, ha infatti portato nuovi spunti e opportunità che si sono riflessi nel
Piano 2019-2022, che comunque conferma l’indirizzo strategico e i trend di miglioramento
degli indicatori economico finanziari del Piano 2018-2021.

L’evoluzione del contesto esterno e, anche a seguito del rinnovo del vertice aziendale, di
quello interno al gruppo ha portato a una revisione di alcune iniziative previste nel Piano
2018-2021 e ad una rimodulazione dei tempi di lancio delle stesse, oltre all’introduzione di
alcune altre nuove.

Il Piano 2019-2022 si declina nelle seguenti linee guida strategiche:

– Riaffermare il ruolo di leadership editoriale nel mondo economico-finanziario-
normativo, principalmente rivolto agli stakeholder business;
– Valorizzare la produzione di contenuti consolidando il posizionamento core verso il
mercato dei professionisti e dei manager con una particolare spinta sui servizi digital
e B2B;
– Penetrare i mercati ad alta marginalità attualmente poco o per nulla presidiati,
attraverso la profilazione di contenuti con prodotti e servizi nuovi per catturare nuove
audience di consumatori e clienti;
– Perseguire gli obiettivi di sviluppo strategico anche attraverso una maggiore efficienza
nei costi redazionali, di produzione, distribuzione e nei costi operativi delle strutture
centrali.

Il Piano prevede lo sviluppo di un sistema di offerta integrato che adotta un approccio
maggiormente customer centric (rispetto a quello tradizionale product driven) partendo
dall’individuazione di cluster di utenti ai quali offrire contenuti su misura e cogliendo le
potenziali sinergie di ricavo e di costo. Le nuove iniziative individuate sono finalizzate ad
ampliare l’offerta di contenuti con un particolare focus sullo sviluppo integrato di servizi digital e prodotti dedicati ai professionisti e al core target business, e ad allargare la base
clienti a nuovi segmenti di clientela attualmente non raggiunti dai prodotti del Gruppo.

Al fine di supportare lo sviluppo dei ricavi, il Piano 2019-2022 prevede un’accelerazione
degli investimenti commerciali e di quelli in tecnologie abilitanti nuovi modelli di business
con particolare riferimento alle nuove piattaforme digital e social che consentano la
sperimentazione di nuovi formati audio/visual e di nuovi canali distributivi dell’informazione, la customizzazione dei contenuti e la profilazione degli utenti.

Il Piano 2019-2022 conferma la crescita della redditività nel tempo e il miglioramento degli
indicatori patrimoniali e finanziari di lungo periodo.

Nel periodo di piano sono previsti ricavi consolidati in crescita del 2,7% (cagr 2019-2022) e
una marginalità in significativo miglioramento che porta l’Ebitda a evidenziare un cagr 2019-
2022 pari a +20,3%, anche grazie alle maggiori efficienze conseguibili nei costi diretti e nei
costi operativi delle strutture centrali.

Tali proiezioni confermano gli obiettivi di profittabilità di lungo periodo ed evidenziano un
miglioramento della marginalità operativa in tutte le aree di business, garantendo alla società
gli investimenti necessari allo sviluppo dei ricavi e al raggiungimento di una maggiore
efficienza operativa.

Il mercato pubblicitario di riferimento chiude i primi sei mesi del 2019 con una flessione del
5,6%, in linea con il trend già registrato nel primo trimestre (-5,6%). In particolare si
conferma la contrazione del mezzo stampa, in calo del 13,1%, e l’andamento negativo
registrato dalle singole componenti: quotidiani (netto locale) -11,5% e periodici -14,7%. La
radio chiude il periodo in crescita dell’1,4% migliorando la performance leggermente positiva
già registrata nel primo trimestre (+0,4%). Anche il mezzo internet registra un andamento
positivo (+1,2%) rispetto al primo semestre del 2018, seppur con un rallentamento rispetto
alla performance positiva (+3,0%) registrata nel primo trimestre 2019 (Fonte: Nielsen –
gennaio-giugno 2019).

I ricavi pubblicitari del gruppo hanno risentito, seppur in misura inferiore rispetto al mercato
di riferimento, di tale andamento negativo con particolare riferimento al mezzo stampa.

Tale andamento inferiore alle attese influenza la complessiva performance del gruppo che
chiude con ricavi consolidati del primo semestre 2019 in calo rispetto al budget e all’analogo
periodo dell’anno precedente.

La società si attende che le azioni commerciali già avviate nella prima parte dell’anno, lo
sviluppo della strategia digitale a partire dalla rinnovata presenza e posizionamento de
ilsole24ore.com rilasciato nel mese di giugno, l’ampliamento delle tematiche trattate e il
lancio di nuove iniziative editoriali a supporto dell’attrattività degli investimenti pubblicitari congiuntamente all’ingresso in nuovi ambiti di servizi B2B (software, business information,
etc), possano sostenere i ricavi del secondo semestre.

A ciò si aggiunga che nel mese di giugno il Gruppo 24 Ore ha varato un importante riassetto
organizzativo teso a focalizzare maggiormente l’azione di presidio e sviluppo di specifici
mercati di riferimento attraverso chiare responsabilità di business.

I risultati economici dei primi sei mesi 2019, al netto dei proventi non ricorrenti, seppur
inferiori rispetto alle previsioni di piano sono tali da consentire al Management di confermare
gli obiettivi di medio-lungo periodo riflessi nel Piano 2019 – 2022.

Il gruppo conferma altresì le proprie aspettative di rispetto dei covenant relativi
all’indebitamento finanziario del Gruppo e il trend in miglioramento della Posizione
Finanziaria Netta che torna positiva nel 2021. L’elaborazione del Piano 2019-2022 si è basata,
tra l’altro, su (i) assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale, e
(ii) una serie di stime ed ipotesi relative alla realizzazione, da parte degli amministratori, di
azioni specifiche da intraprendersi nell’arco temporale 2019-2022, ovvero concernenti eventi
futuri sui quali gli amministratori possono solo parzialmente influire e che potrebbero non
verificarsi o variare nel periodo di piano.

La realizzazione degli obiettivi e il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano 2019-2022
dipende, oltre che dall’effettivo realizzarsi del volume di ricavi indicati, anche dall’efficacia
delle azioni identificate e dalla tempestiva implementazione di tali azioni, secondo i tempi e
con gli impatti economici ipotizzati.

Qualora i risultati del Gruppo dovessero risultare significativamente differenti in senso
peggiorativo rispetto a quanto previsto dal Piano 2019-2022, ci potrebbero essere effetti
negativi sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria nonché sulle prospettive del
Gruppo.

Il Gruppo monitora costantemente sia l’andamento dei mercati di riferimento rispetto alle
assumption di Piano che la tempestiva implementazione delle azioni previste, mantenendo
un’attenzione proattiva e costante al contenimento dei costi e all’individuazione di iniziative
volte a raggiungere una maggiore efficienza operativa che possano mitigare il rischio legato al
trend incerto dei ricavi ed assicurare il raggiungimento dei risultati economici attesi.