Wiseair: una, dieci, cento Arianne per l’ambiente

La start up ha realizzato un vaso che monitora la qualità dell’aria in real time e intende combattere l’inquinamento con la collaborazione dei cittadini: intorno all’invenzione si è raccolta la community Milano Aria Pulita. Ora l’obiettivo è la diffusione nazionale e sul mercato estero

Giovani, carini, molto occupati e preoccupati: sono i 5 ingegneri che hanno messo a punto Arianna, un vaso in grado di misurare la qualità dell’aria nel punto in cui è posizionata e di inviare tale dato al WiFi di casa. La banca cooperativa BCC Milano ha scelto il progetto per il premio speciale BCC Milano all’interno della competizione ed è main sponsor di Arianna: per ogni vaso donato dai sostenitori porterà un altro vaso in una scuola o in una associazione del capoluogo lombardo. A raccontarci questa “invenzione” Paolo Barbato, CEO della start up Wiseair, lanciata un anno fa.

Da sinistra: Fulvio Bambusi, CSA (Chief Software Architect),
Paolo Barbato, CEO, e Carlo Alberto Gaetaniello, COO

Quando e come avete creato la società?

Wiseair è nata a inizio 2019 a valle di un percorso universitario (Alta Scuola Politecnica e School of Entrepreneurship and Innovation) in cui ci siamo conosciuti come team di studenti del Politecnico di Milano e abbiamo deciso di lavorare per contribuire a risolvere un problema per noi molto rilevante: l’inquinamento atmosferico in città. Abbiamo quindi portato il progetto fuori dalle mura dell’università per trasformarlo in un percorso imprenditoriale.

 

Com’è nata l’idea di Arianna e quali sono stati i primi passi per realizzarla?

Arianna è nata da una duplice esigenza: coinvolgere direttamente i cittadini nel monitoraggio ambientale nelle grandi città e creare un modello di creazione di reti IoT facilmente replicabile. Per questo abbiamo deciso di trasformare un sensore di qualità dell’aria in un oggetto familiare e di design, un vaso, che ciascuno può tenere sul balcone fornendo un servizio di valore per l’intera comunità attraverso la condivisione del dato.

 

Qual è il vostro modello di business?

Attualmente il nostro principale revenue stream proviene dai pre-ordini di Arianna. Il modello di business non è ancora ben definito: attualmente siamo concentrati nel far crescere i nostri asset principali (rete di monitoraggio, brand awareness e community) per capire come incastrarli in un business model la cui validazione è uno dei nostri principali obiettivi 2020.

A oggi come si è sviluppato il progetto e quali sono gli step per il 2020? 

I principali passi che hanno portato Wiseair da una semplice idea a un’azienda durante il 2019 sono stati i seguenti: raccolta dei primi 40 mila € di grant attraverso la vittoria di una call for ideas e di un bando comunale; creazione della community Milano Aria Pulita su Facebook; inizio dello sviluppo del prodotto e dell’app; lancio della campagna di crowdfunding a Milano; conclusione della campagna di crowdfunding; rilascio dell’app sugli stores con i dati delle primissime Arianne a Milano. 

I prossimi step per il 2020 sono: finalizzazione di un Seed round di 300 mila € con un investitore privato; reingegnerizzazione del prodotto (maggiori volumi) e apertura di un crowdfunding nazionale volto all’estensione del progetto su più città e alla crescita della brand awareness dentro e fuori dall’Italia; validazione del modello di business in vista di un secondo round.

Come vi promuovete: quali sono i media da voi utilizzati per farvi conoscere?

Data l’importanza della community di Ambassadors nel nostro progetto due dei nostri principali canali di comunicazione sono sicuramente i social (in particolare Fb) e il passaparola. Oltre a questi abbiamo già annoverato numerose uscite su quotidiani nazionali (Corriere, Gente, La Stampa), magazine online (GreenMe) e reti televisive (SportMediaset) e intendiamo continuare su questa strada.

 

Fate parte di una generazione “impegnata” che deve “rimediare” a degli errori delle generazioni precedenti: come vi vedete tra 10 anni?

Per noi essere imprenditori vuol dire avere un grande impatto sul mondo. Tra 10 anni vorremo guardarci indietro e vedere di averne generato uno che sia stato rilevante e positivo per la società e per l’ambiente.