Macingo: quando la creatività non fa viaggi a vuoto

Intervista a Samuele Furfaro, CFO della start up che punta a rivoluzionare la logistica

Macingo è una realtà nata in Calabria con lo scopo di abbattere i costi ambientali ed economici dei trasporti e ottimizzare l’incontro fra domanda e offerta. Una piccola grande rivoluzione nell’ambito della logistica che fa bene al mondo. Quali servizi offrite nello specifico?

Macingo è il primo sito italiano di condivisione di trasporti di merce ingombrante, dalle auto alle moto al pianoforte, ai prodotti industriali per le aziende. 

Il nostro sito facilita il match tra domanda e richiesta di offerta di trasporto, mette in contatto chi ha bisogno di trasportare merce voluminosa con quei trasportatori che, compatibili dal punto di vista geografico e merceologico, hanno ancora spazio a disposizione per i carichi. Il sito permette con pochi click di acquistare e organizzare il trasporto di merce voluminosa in modo facile e intuitivo come se si stesse comprando un biglietto aereo, un passaggio su BlaBlaCar o una stanza hotel su booking.

 

Samuele Furfaro

Cosa vi ha ispirato e vi ha portato a fondare la vostra start up?

Il tutto è partito da un problema personale riscontrato nell’azienda di famiglia. Per organizzare il trasporto trascorrevamo molte ore al telefono, contattando quei pochi trasportatori di nostra conoscenza che ci facevano aspettare giorni interi per dirci il costo e se erano disponibili a fare quel viaggio. Per noi era un grande disagio, dovevamo chiamare uno a uno i trasportatori per avere tutte queste informazioni, poi è arrivata l’idea. Era il 2013 il periodo in cui in Italia l’e-commerce stava esplodendo, si iniziava a fare tutto su internet e abbiamo immaginato un sistema che ci desse la possibilità di avere tutta una serie di informazioni con un click. A quel punto io, mio fratello Daniele Furfaro e i miei ex compagni di classe Antonino Bonfiglio e Fabio Baleani, sviluppatori informatici, abbiamo deciso di trasformare questa idea in un sito. Noi quattro siamo gli attuali fondatori e soci del progetto.

 

La vostra società permette di ottimizzare i viaggi a vuoto nel trasporto merci. Quanto l’onda green che sta caratterizzando questa fase storica può aiutare una realtà come la vostra?

Noi siamo partiti da un problema che riguardava la nostra azienda, poi ci siamo resi conto che questo problema accumunava la maggior parte delle aziende, i privati che non sapevano a chi rivolgersi e i trasportatori, infatti, secondo statistiche ufficiali, oltre il 50% dei mezzi pesanti che vediamo sulla strada sono vuoti o semivuoti. 

Il nostro sistema aiuta anche a risolvere questo problema: aumentando la capacità di carico dei mezzi pesanti si fanno meno viaggi a vuoto e diminuiscono i mezzi di trasporto sulla strada e di conseguenza diminuiscono le emissioni di CO2. In Italia c’è una buona parte di persone che supporta il risparmio ecologico, con azioni volte al miglioramento dell’ambiente e di conseguenza predilige il nostro sistema. 

 

Quanta “creatività” serve per rivoluzionare un settore come quello della logistica?

In quest’ottica ciò che è stato di nostro aiuto è stato sicuramente internet con i suoi progressi.

La logistica e il mondo dei trasporti sono i settori che sono stati toccati in un secondo momento da internet e ora è arrivato il momento del cambiamento.

Abbiamo osservato che c’è un forte digital divide nel mondo dei trasportatori, i quali hanno avuto poco a che fare con le nuove tecnologie, ma oggi le nuove generazioni stanno cogliendo queste opportunità e si stanno avvicinando sempre di più a servizi come i nostri.

 

Quali difficoltà avete incontrato nel fare comprendere le potenzialità di questo progetto al mercato? Quale tipo di evoluzione vi immaginate da qui ai prossimi anni?

La principale difficoltà è stata quella di far comprendere ai trasportatori che bastava andare sul sito per caricare i propri mezzi, ma loro continuavano a telefonarci e a chiederci se c’erano nuovi carichi. Ora con le nuove generazioni quest’aspetto sta cambiando. Stiamo quindi avendo un riscontro positivo sia con i trasportatori, ma anche con gli utenti (privati e aziende). Per quanto riguarda i privati non abbiamo difficoltà in particolar modo con i millennial, che sono abituati a navigare e a trovare soluzioni su internet, mentre con le aziende all’inizio è stato più complicato, in quanto facevano fatica a liberarsi dalle loro agende di trasportatori, ma anche in questo caso stiamo notando un cambiamento in atto e una tendenza ad avvicinarsi a servizi come i nostri soprattutto per una migliore gestione del tempo. Dove si sta andando? Questo settore della logistica dei trasporti è in totale evoluzione e la digitalizzazione è appena iniziata. Al momento consentiamo di trovare al cliente una soluzione di trasporto e al trasportatore di individuare un carico, però le informazioni non finiscono qui. Penso che il tracking che prima si muoveva solo sui satellitari installati sui mezzi di trasporto pesante, adesso si muoverà direttamente sulle app che daremo ai nostri trasportatori. Si va verso una dematerializzazione di tutto il processo del trasporto. Il tracking, la fatturazione elettronica, il documento di trasporto subiranno una totale trasformazione, molto probabilmente, attraverso un semplice click sul proprio smartphone, il trasportatore e il cliente avranno insieme tutte queste informazioni che oggi vengono gestite attraverso i soliti sistemi e la carta. La digitalizzazione dell’intero processo produttivo del trasporto è il futuro, come lo è anche l’organizzazione del trasporto di merce voluminosa, infatti ci organizzeremo per portare la merce verso un centro di ritiro per poter svincolare il cliente dall’attesa del corriere.

 

Qual è la chiave per comunicare i vostri servizi? Che modalità state adottando per raccontare il progetto Macingo?

Per poter vendere il tuo servizio devi essere presente sul web, noi presidiamo internet e i social, in particolare i gruppi Facebook, che ci hanno aiutato a reclutare il pubblico interessato.

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