Rossofilm, passione per la produzione senza confini

Intervista a Marco Malfi Chindemi, fondatore della società specializzata nella realizzazione di contenuti audiovisivi in ambito pubblicitario, documentaristico e cinematografico, in questi giorni nelle sale con il film “Genitori quasi perfetti”

«Rossofilm, in termini di struttura organizzativa, è una piccola casa di produzione che però negli anni è riuscita a ritagliarsi la sua parte nel mercato italiano, sviluppando la parte dell’advertising, la parte documentaristica e la parte cinematografica», così Marco Malfi Chindemi, fondatore della società di produzione, ci introduce la sua “creatura” e il suo posizionamento sul mercato. 

Marco Malfi Chindemi

Come nasce Rossofilm e come si posiziona sul mercato della produzione video?

Rossofilm (www.rossofilm.com) nasce dalla mia professionalità. Il fatto di aver ricoperto diversi ruoli della produzione, da aiuto regia a executive producer, mi ha aiutato ad avere uno sguardo complessivo sul mondo della produzione audiovisiva. Così, quando ho deciso di essere freelance, ho fondato la mia casa di produzione, Rossofilm, con l’obiettivo sfidante di affrontare qualsiasi progetto, a prescindere dalle dimensioni, garantendo sempre un livello qualitativo elevato. In particolare, Rossofilm lavora nel campo delle produzioni di contenuti audiovisivi di alto profilo, quali commercials, documentari e film.

 

Come si articola la vostra offerta di servizi?

Rossofilm è proprio la “mia” casa di produzione, ha tutti i miei difetti e pregi. E poiché sono innamorato della produzione in tutte le sue sfaccettature, ecco che Rossofilm ha avuto la capacità, nonostante la sua dimensione, di fare diverse cose; in particolare, solo per citarne alcuni, nel settore dell’advertising abbiamo lavorato per Gruppo FCA, Citroën, Discovery, Alfa Romeo, Decathlon, BNP, nel settore dei documentari abbiamo realizzato Leonardo Da Vinci. Il genio a Milano e per la parte cinematografica abbiamo prodotto i film Tra cinque minuti in scena e Genitori quasi perfetti, con la regia di Laura Chiossone.

In un mercato in cui le case di produzione sono abbastanza settorializzate (si occupano di film oppure di adv oppure di documentari), Rossofilm riesce a sviluppare, come poche altre società del panorama milanese, ciascun aspetto di questa triade film-adv-documentari, con livelli qualitativi di cui sono orgoglioso.

 

Quali sono le “parole chiave” che esprimono il DNA di Rossofilm? Perché proprio “rosso”?

In un mondo dove forse una certa specializzazione è richiesta, mi piace, invece, diversificare, usare cappelli diversi, a seconda di quello che sarà il prodotto finale. L’approccio pubblicitario è totalmente diverso da quello cinematografico o documentaristico. Ma mi piace proprio riuscire a cambiare metodo, raggiugere un buon risultato con espedienti diversi.

La seconda parola che mi piace usare è intelligenza. Non credo di aver mai affrontato un progetto senza approfondire bene tutte le possibilità, sviscerarne le diverse componenti, ottimizzare gli elementi in campo. 

Esigo intelligenza da me ma anche da parte di tutti coloro che lavorano insieme a me. Rossofilm è stato un nome di cui mi sono innamorato immediatamente, è un colore forte, determinato e profondo. È un colore tipico che emerge nella tavolozza dei colori, un nome passionale che risalta tra i vari nomi delle case di produzione. È un colore che quando usato ha un suo perché.

 

Come sta andando questo 2019? Quali sono i progetti recenti che meglio esprimono il vostro approccio?

Molto bene. Abbiamo realizzato diversi commercial, da ultimo quello per la Ducati, proseguito la nostra collaborazione con il broadcaster Discovery Channel per la realizzazione di diversi spot televisivi e il 29 agosto è uscito nei cinema il film Genitori quasi perfetti, di cui sono molto orgoglioso, anzi ne approfitto per invitare tutti al cinema – sorride – dato che è attualmente in sala.

Il film è nato proprio da Laura (Chiossone, ndr) e me circa due anni fa. Dopo il primo film fatto insieme, Tra cinque minuti in scena, il rapporto con Laura è diventato ancora più stretto. Pur da posizioni diverse se non antitetiche tra me e lei si forma una visione chiara di un frame che ci piace sviluppare. Ritengo questo un punto preziosissimo di progettazione. MI piace molto anzi moltissimo lavorare a fianco dei registi che non vedo mai come miei antagonisti ma come i miei migliori partner.

Infine, quest’anno non sono mancati riconoscimenti internazionali; Rossofilm si è aggiudicato un oro al Promax di Los Angeles (Gold Winner Social Responsibility Spot Promax Global Excellence) per il commercial “Voce alle donne” per Discovery, nella categoria Best Social Cause, che dopo aver vinto ai Promax Europa ha ottenuto il riconoscimento come miglior spot internazionale di responsabilità sociale.

 

In che direzione si immagina possa evolvere Rossofilm nei prossimi anni?

Mi piacerebbe continuare su questa strada, continuando a realizzare film, commercial e documentari. Non vorrei perdere nulla di quello che sto facendo se non aumentare il numero di progetti o riuscire a farne altri ancora più sfidanti. Mi piacciono le sfide ed è per questo che ho anche deciso di dare una struttura più solida alla società con una persona che sarà a capo dell’ufficio progetti e sviluppo e una persona che curerà la comunicazione di Rossofilm…: sono un orso e in questo non sono bravissimo.

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